Di Cosmo: istituzioni assenti, potrei lasciare
CHIETI. Gianni Di Cosmo, da undici anni alla guida della Pallacanestro Chieti, un uomo solo al comando, capace di rinverdire, grazie al suo oneroso impegno finanziario e lavorativo, gli antichi fasti...
CHIETI. Gianni Di Cosmo, da undici anni alla guida della Pallacanestro Chieti, un uomo solo al comando, capace di rinverdire, grazie al suo oneroso impegno finanziario e lavorativo, gli antichi fasti del basket teatino. Dalla serie C alla serie A2, inseguendo con caparbietà e cieca determinazione un sogno, quello di dare lustro e fama alla città di Chieti attraverso le imprese sportive della sua squadra di pallacanestro. Ma questa bella avventura potrebbe anche finire. Di Cosmo, infatti, denuncia l’assenza totale delle istituzioni.
« Il mio amore per la pallacanestro è qualcosa di viscerale, ricordo a quei pochi che non lo sanno che prima di diventare presidente sono stato giocatore di questa squadra», afferma il presidente. «Detto questo, però, confesso una certa stanchezza, dovuta soprattutto a un’amarezza di fondo che negli ultimi anni si fa sentire sempre più forte. E non è dovuta ai risultati sportivi, di cui sono orgogliosissimo. Leggevo in questi giorni che la Fortitudo Bologna ha già chiuso la sua campagna abbonamenti staccando 4.300 tessere e su queste cifre viaggia anche la Virtus Treviso. A queste si aggiungano altre piazze storiche come Trieste, Udine, Forlì e Verona e i budget pesantissimi di Mantova e Ferrara. Dal punto di vista economico noi siamo come il vaso di coccio in compagnia di vasi di ferro. Eppure, di questo sono certo, anche nella prossima stagione reggeremo l'urto», sottolinea Di Cosmo, che non esclude un addio. «Non posso continuare in eterno a sottrarre tempo e danaro alla mia famiglia, nel disinteresse generale delle istituzioni. Oggi è possibile fare pallacanestro ad alti livelli solo creando sinergie virtuose, che partano dal territorio e che vedano proprio le istituzioni come i nodi necessari per tenere insieme la trama economica utile a sostenere le spese. Altre vie non ci sono», conclude il presidente, «questa è l'unica strada praticabile».

