Di Fabio: dai sogni del debutto in D a 16 anni, al grave infortunio

CAPISTRELLO. In un campionato di Eccellenza dominato da Avezzano e Paterno, c'è anche un'altra marsicana in bella mostra. E' il Capistrello di mister Torti, in piena corsa per la salvezza, ma davanti...
CAPISTRELLO. In un campionato di Eccellenza dominato da Avezzano e Paterno, c'è anche un'altra marsicana in bella mostra. E' il Capistrello di mister Torti, in piena corsa per la salvezza, ma davanti a tutti, nella speciale classifica a voti riservata ai difensori. Il merito va ascritto al 25enne Mirko Di Fabio, centrale dal gol facile originario di Avezzano, con la cui maglia ebbe l'opportunità di debuttare in serie D a soli 16 anni, collezionando 16 presenze e 2 reti. L'anno dopo il trasferimento al Carsoli (nella squadra all'epoca denominata Cavaliere), con 16 presenze e 4 gol nel campionato di Promozione, interrottosi purtroppo il 27 dicembre 2007, per colpa di un grave infortunio di gioco. «Accadde tutto a Napoli», rammenta lo stesso Di Fabio, «durante un impegno con la rappresentativa regionale. Mi ruppi i legamenti della caviglia destra: stop di 5 mesi e addio ai sogni, visto che ero stato convocato nella Nazionale Under 18 e che a me si stavano interessando alcuni club professionistici. Indubbiamente l'esperienza più brutta della mia carriera. A Sulmona invece», prosegue il difensore marsicano, «la mia annata migliore, con 40 gare (play off compresi, ndc) e ben 8 reti ad appena 18 anni, nelle file del San Nicola Sulmona (Eccellenza 2008/2009, ndc), allenato da Candido Di Felice. Il tecnico al quale sono in assoluto più legato, sia dal punto di vista professionale che umano, anche se mi trovo benissimo pure con mister Torti. Grazie al quale, quest'anno, mi sto cimentando nella duplice mansione di difensore e centrocampista arretrato, dato che secondo lui avrei le caratteristiche per ricoprire entrambi i ruoli. Il calciatore col quale, invece, ho legato di più è senza alcun dubbio Emiliano Di Giuseppe. Tra di noi infatti si è istaurato un rapporto quasi fraterno, avendo iniziato assieme nelle giovanili del Teramo (lui negli Allievi, Di Fabio nei Giovanissimi, ndc) per poi ritrovarci, a distanza di anni, a giocare con la Torrese Calcio. Altro club di cui posso dire solo bene, avendo totalizzato, in quella stagione, 33 gare e 4 reti». Che unite alla ventina di gol complessivamente messi a segno (tra serie D, Eccellenza e Promozione) nelle file di Canistro, Penne, Avezzano e Team 604, fanno di lui uno dei difensori in assoluto più prolifici del calcio dilettantistico abruzzese. Quest'anno, complice la classifica traballante, è però fermo a quota uno (in 25 gare), ma c'è ancora tempo per rimediare. «La cosa più importante adesso è centrare la salvezza, evitando magari i play out. Tutto il resto è secondario», conclude Mirko Di Fabio, i cui punti di forza sono il colpo di testa, due piedi più che discreti, un innato senso della posizione e, soprattutto, lo spirito da combattente. Tant'è che, pur essendo tifoso della Roma, il suo punto di riferimento era e resta l'ex laziale Nesta.(s.d.c.)
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