Di Francesco: alla Samp mi rimetto in gioco

9 Luglio 2019

Il tecnico abruzzese ritorna in sella dopo l’esonero alla Roma: «Ho scelto io questo club, non è un passo indietro»

GENOVA. Frizzante come la sua nuova Sampdoria, debutto convincente per il neo tecnico Eusebio Di Francesco nel giorno della presentazione ufficiale. Insieme a lui anche il presidente Massimo Ferrero e il ds Carlo Osti, e per lui una grande voglia di iniziare questa avventura. « Ho scelto io questa società per rimettermi in gioco. Sono uomo di calcio e sempre fermamente convinto della mia scelta. Passo indietro la Sampdoria? Spesso nel calcio parlare di progetto è utopistico. Io qui ho rivisto qualcosa. Credo si possa costruire qualcosa di importante. Non è un passo indietro. Sono orgoglioso. Mi piace la storia della Sampdoria e poter vestire questa maglia. E avere una tifoseria che ci trascina. Questo è il posto giusto per mettermi in gioco», spiega il 49enne allenatore originario di San Giovanni Teatino che non vuole fissare traguardi ma chiede di aspettare. «Gli obiettivi li pone sempre la società, soprattutto quando si parla ad inizio estate è normale puntare in alto. Bisogna avere umiltà nel lavoro. Questa squadra ha fatto bene in questi anni. Voglio proseguire questo percorso. Sono qui per far divertire la gente, sono felice di partire con questa nuova avventura».
E sul mercato spiega che si può anche aspettare: «Gli allenatori hanno sempre fretta, ma le dinamiche di mercato sono diverse. Ho fiducia. Stiamo parlando di continuità di quelli che potrebbero essere gli obiettivi. Mi auguro di avere la squadra il prima possibile a disposizione. A volte i colpi principali si fanno alla fine».
Ma di certo non ha dubbi su quello che dovrà essere lo spirito della sua Sampdoria: «Dovremo cercare di avere sempre una determinata mentalità. Dobbiamo cercare di proporre gioco e fare partite aggressive. Voglio una squadra che faccia la partita oltre a migliorare il rendimento in trasferta. Non dipende dalla tua squadra ma anche dalla forza degli avversari. Dovremo essere bravi a interpretare le partite. Il concetto di base è dominare le partite e voglio inculcare questo tipo di mentalità». E finora ha parlato solo con Fabio Quagliarella, 36 annni, capitano doriano e capocannoniere dell’ultimo campionato di serie A: «È un calciatore veramente intelligente, capisce quando deve attaccare la profondità e sa muoversi. Credo che più passano gli anni bisogna allenarsi in un certo modo. Se poi riuscirà a far fare gol anche agli altri meglio». Il ds Osti, da parte sua, ha parlato poi degli obiettivi a livello rinforzi: «Serve un difensore centrale e un attaccante esterno. Ci saranno dei movimenti in uscita e in entrata, ma la squadra non sarà stravolta. Io penso che gli obiettivi dei club si potranno stabilire dopo i primi di settembre dato che il mercato cambia gli equilibri e le ambizioni delle squadre».
Angelo Caradonna