Di Francesco: Pescara, troppa tensione

1 Dicembre 2014

Il tecnico del Sassuolo ritroverà i biancazzurri: «Squadra in difficoltà, non riesce a esprimersi. Occorre l’aiuto dei tifosi»

PESCARA. Oggi Eusebio Di Francesco rappresenta l’orgoglio dell’Abruzzo calcistico. E’ l’unico allenatore abruzzese in serie A e con il suo Sassuolo sta disputando un ottimo campionato. Sabato, battendo il Verona, ha messo in fila il settimo risultato utile consecutivo. E domani, alla guida dei neroverdi, affronterà per la prima volta da ex il Pescara che lui ha condotto alla promozione in B nel 2010. Una settimana densa di emozioni per il 45enne tecnico pescarese visto che poi, domenica, affronterà la Roma con cui ha vinto anche uno scudetto da calciatore.

Di Francesco, i tifosi del Sassuolo le hanno chiesto l’Europa?

«Ma siete pazzi! Non scherzate, dobbiamo salvarci, il più in fretta possibile».

Ha visto il derby d’Abruzzo venerdì sera?

«Certamente».

E che quale idea ne ha tratto?

«Il Pescara ha iniziato bene. Poi, è venuta fuori la Virtus Lanciano, più tranquilla nell’andare a cercare situazioni importanti lì davanti. Avrebbe meritato il successo per come ha giocato, ma il Pescara non molla mai. E ha sfruttato la giocata di un attaccante importante per la categoria».

Si riferisce a Federico Melchiorri.

«Davvero bravo questo ragazzo».

Lo porterà al Sassuolo?

Sorride. «Diciamo che è un giocatore da seguire...».

Il Pescara non ha giocato bene ed è stato contestato.

«E’ in difficoltà, si vede. Non è tranquillo. Però, credo che con il 4-4-2 abbia trovato un assetto che dà maggiore sicurezza al gruppo. Però, lo so, l’ambiente è difficile. Non è facile giocare in una situazione di tensione. Che, va detto, non aiuta nessuno. E’ controproducente».

Che consiglio si sente di dare al suo amico Daniele Sebastiani?

«Non l’ho sentito ultimamente. Però, credo che abbia dei meriti nella storia recente del Pescara e gli vanno riconosciuti. Adesso le cose non vanno bene, ma sono certo che il Pescara ne verrà fuori».

Come?

«Noi pescaresi, perché io sono pescarese, siamo una tifoseria molto passionale. In questo momento c’è bisogno di unità di intenti. Solo così si superano le difficoltà. La contestazione ci può stare, ma poi bisogna allentare il clima di tensione perché non porta da nessuna parte».

Sono tre anni che non ne va bene una a Pescara.

«In effetti, tutti si aspettavano qualcosa in più. Anche nella passata stagione. Ma non è il momento di cercare colpevoli. La città deve compattarsi con la squadra per trovare una via d’uscita».

Conosce Baroni?

«Non di persona. Ma ci salutiamo, ha giocato con il mio secondo (Francesco Tomei, ndr) ad Ancona. Il Pescara, a mio avviso, ha un buon organico, ma non riesce a sfruttare fino in fondo le sue potenzialità. Squalifiche, infortuni, assenze per la nazionale e ora il clima di tensione impediscono al Pescara di esprimere tutto il suo potenziale tecnico».

E la Virtus Lanciano?

«Sta andando bene, mi piace D’Aversa, mi piace il modo con cui si pone».

A 45 anni, lei ha ancora la forza di emozionarsi nell’affrontare la squadra della sua città?

«Non lo so, è la prima volta da quando sono andato via. Rivedrò con piacere tanti amici. Sarà una bella rimpatriata. Pescara è nel mio cuore, l’ho allenato. So come vive il calcio, è passionale. Ama vedere all’opera una squadra propositiva».

Sì, ma la partita?

«Chiaramente noi vogliamo passare il turno. Magari non giocheremo con la formazione di sabato scorso. Cambierò molto, ma vogliamo andare avanti (chi vincerà affronterà il Milan agli ottavi al Meazza il prossimo 14 gennaio, ndr)».

Il suo Sassuolo sta andando oltre le previsioni.

«Io non mi accontento mai. La squadra è in crescita, è sotto gli occhi di tutti. E’ in corso un processo di maturazione, iniziato nella passata stagione, di giocatori di grandi qualità. E non bisogna fermarsi, men che meno adagiarci sui complimenti che arrivano».

E sabato ci sarà la sua ex Roma.

«Non sarà la prima volta da ex, ma Roma è nel mio cuore. Lo sapete».

@roccocoletti1

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