Di Francesco punta sulle ripartenze

Il tecnico del Sassuolo: «Gli azzurri hanno le armi per infilzare le Furie Rosse»
PESCARA. Ultimo giorno di vacanza, ieri, sulla spiaggia pescarese per Eusebio Di Francesco. Che oggi raduna il suo Sassuolo in vista dei preliminari di Europa League in programma il 28 luglio. Relax ed Europei per il tecnico pescarese. Che domani sera (ore 18) sarà comunque davanti alla televisione per vedere Italia-Spagna.
Di Francesco, come giudica il cammino dell’Italia?
«Positivo, è una squadra che sa quello che vuole. Molto caratteriale. Un gruppo che rispecchia la mentalità del suo allenatore».
La qualità del gioco?
«Sono convinto che sia Conte il primo a volere qualcosa in più. Ma un ct ha poco tempo a disposizione per lavorare nel quale deve ottenere il massimo. E lui penso ci stia riuscendo. Poi, chiaramente, tutto è perfettibile».
E ora la Spagna.
«L’Italia sta disputando un Europeo da protagonista. Ha vinto le prime due gare, chiudendo al primo posto il girone. Sta facendo bene. Certo, ora c’è l’avversario peggiore che potesse capitare. A mio avviso, la Spagna per qualità del gioco è la formazione migliore di Francia 2016, di poco superiore alla Croazia. Però, nel calcio non esiste una squadra imbattibile».
Quindi?
«Sarà dura, ma non impossibile. Conte ha impostato la squadra sull’attesa e sulla ripartenza. Credo che abbia le armi per poter mettere in difficoltà la Spagna che gioca in maniera molto aperta. Loro anche dietro si aprono spesso per poter giocare la palla, lasciando gli spazi nei quali ci si può infilare. Noi abbiamo giocatori che possono far male».
Chi le è piaciuto?
«Candreva e Giaccherini, oltre alla difesa della Juventus».
Candreva non ci sarà contro la Spagna?
«Non è una bella notizia».
Che cosa ha detto di nuovo questo Europeo a livello tecnico?
«Poco, davvero poco. Fisicità e tattica hanno finito per annacquare il livello tecnico della manifestazione. Però, ho notato un grande senso di appartenenza. Veder giocare Islanda, Irlanda e Albania mi ha entusiasmo con tutto quel seguito colorato di tifosi. Sul piano tecnico mi è piaciuta la Spagna che coltiva un’idea di gioco da anni, c’è una filosofia che muove tutto il movimento calcistico, non solo la nazionale».
Le stelle non hanno brillato: Ibrahimovic subito fuori e Ronaldo ha fatto la differenza solo nell’ultima partita.
«Da gente come Cristiano Ronaldo ci si aspetta sempre tanto. E lui è arrivato un po’ affaticato alla fase finale della stagione, basti pensare alla finale di Champions League. Ma il valore di certi campioni non si discute».
E, infine, Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.
«Mi ha spiazzato, credo che ci saranno ripercussioni inattese. Sul piano calcistico, invece, non credo che sia una decisione che possa avvantaggiare l’uno o l’altro. Più in generale penso che siano un po’ tutti a perdere qualcosa. Un peccato».
@roccocoletti1
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