Di Francesco: ripartire dallo stesso gruppo

Il tecnico del Sassuolo: «Dopo la sfortunata finale play off avrà uno stimolo in più per fare bene»
PESCARA. Una stagione da applausi. L’allenatore pescarese Eusebio Di Francesco ha ottenuto la seconda salvezza consecutiva alla guida del Sassuolo. Stavolta l’obiettivo è stato centrato con largo anticipo: dal 17esimo posto del torneo 2013-14 si è passati al 12esimo di quest’anno. Una soddisfazione enorme per l’ex tecnico del Delfino che ha rinnovato il contratto per altri due anni. Nel 2013 portò in A gli emiliani, mentre nel campionato precedente i neroverdi, guidati da Fulvio Pea, persero la semifinale dei play off contro la Sampdoria. L’epilogo amaro spinse la società ad ingaggiare Di Francesco che non si fece sfuggire il traguardo. «Ricordo», afferma il 46enne tecnico abruzzese, «che i dirigenti erano intenzionati a rivoluzionare l’organico per la forte delusione causata dalla sconfitta negli spareggi. Mi opposi perché reputavo quell’organico valido e attrezzato per occupare un posto nell’alta classifica».
Non si sbagliava, infatti, l’anno successivo il Sassuolo venne promosso in A per la prima volta nella sua storia. Anche il Pescara sogna di emulare il percorso del club emiliano. «La sconfitta nella finalissima non deve cambiare le ambizioni. Al contrario, bisogna ripartire da quel traguardo per tentare di migliorarsi. È uno stimolo in più per provarci di nuovo».
Toccherà a Massimo Oddo portare a termine questo compito arduo, anche se fino a pochi giorni era rimasta in piedi la candidatura di Zdenek Zeman. «Sapete che stimo molto Zeman, ma va detto che Oddo è riuscito cambiato volto alla squadra. È stato bravissimo ad entrare nelle menti dei calciatori riuscendo ad ottenere il massimo da tutti».
Di Francesco torna sulla finalissima di Bologna. «Non c’è dubbio: il Pescara meritava ampiamente la promozione. Nei play off ha dimostrato di avere una marcia in più rispetto alle altre. E, soprattutto, nel doppio confronto con la squadra di Delio Rossi i biancazzurri sono stati nettamente superiori. Sono arrivati agli spareggi in una condizione fisica e psicologica ottimale. È vero che le partite dei play off sono diverse da quelle di campionato, però le hanno affrontate in modo impeccabile. Purtroppo, per raggiungere un obiettivo nel calcio a volte non basta giocare meglio degli avversari. Serve anche un pizzico di fortuna che al Pescara è mancata». L’anno prossimo il Delfino ripartirà senza alcune colonne che andranno a giocare in serie A. «Alcuni hanno dimostrato di essere pronti per il salto di categoria. Ad esempio Brugman, Melchiorri e Politano. Mi sono piaciuti tantissimo anche Zampano e Torreira».
Quest’ultimo è stato accostato al fiorentino Pizarro. «Aspettiamo prima di fare paragoni ingombranti. Torreira ha giocato poche partite e dovrà confermarsi. Gli farà bene un altro anno in B, ma le sue qualità non sono in discussione. Ho notato che è bravissimo a leggere le traiettorie nella fase difensiva, ma per arrivare ai livelli di Pizarro dovrà lavorare molto nella fase di possesso palla. L’età è dalla sua parte: gli auguro di diventare un grande giocatore».
Giovanni Tontodonati
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