Di Francesco si presenta «Spero di poter lavorare insieme a Totti»

15 Giugno 2017

TORINO. Per qualche giorno, dopo la sconfitta di Cardiff, Massimiliano Allegri ha pensato che avrebbe potuto chiudere il suo ciclo alla Juve. Tre anni di successi, con una grande delusione: la resa...

TORINO. Per qualche giorno, dopo la sconfitta di Cardiff, Massimiliano Allegri ha pensato che avrebbe potuto chiudere il suo ciclo alla Juve. Tre anni di successi, con una grande delusione: la resa incondizionata al Real Madrid, nella finale di Champions. L'amarezza, alla fine, non ha prevalso e ha allungato il contratto fino al 2020. «Ho voluto vedere dentro di me», ha spiegato l'allenatore, «pensarci, per potere ripartire nel migliore dei modi. E ho parlato con la società: ci sono tutti i presupposti per ripetere una grande stagione». Non ci sono state offerte da altre società – giura Allegri – a farlo tentennare: «Non ho mai parlato con nessuno. E, se l'avessi fatto, la Juventus sarebbe stata la prima a saperlo».
La prossima stagione potrebbe essere ancora più difficile. «Tutte vogliono batterci dopo sei anni di scudetti, tre accoppiate campionato-Coppa Italia e due finali di Champions. In Italia Spalletti è il valore aggiunto dell'Inter, che già nell'ultima stagione era competitiva; la Roma sarà quella della stagione appena conclusa». Anche in Champions l'asticella si alza. «Sarà un'edizione molto più difficile», dice Allegri, «ci sono le cinque inglesi, competitor agguerrite». Il primo bersaglio – dice Allegri – sarà ancora lo scudetto, «è nel Dna della Juventus», ma ci vorrà un altro passo avanti e altri uomini di qualità: «Douglas Costa? È molto bravo», sorride. «Bernardeschi? È un giovane di prospettiva per la Nazionale. In difesa siamo a posto».
«Ho scelto l’Inter per riposizionarla nel ruolo che le compete. L’ho scelta perché l’ho immaginata con una storia piena di belle cose e le voglio vivere tutte fino in fondo».
Lo ha detto il tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, nel giorno della sua presentazione ufficiale sulla panchina nerazzurra. «È da qualche anno che non vinciamo, o facciamo qualcosa di diverso o si continua così», ha aggiunto. «Il futuro di Perisic? Un calciatore o l’altro non determinano la vittoria di un titolo. L’Inter mi ha contattato quando stava finendo il campionato. La Juventus? Non è così lontana ed è bersaglio di cattiverie gratuite: bisogna fare solo i complimenti ad Allegri, hanno dato forza al nostro campionato e alla Nazionale».
Ieri la presentazione anche di Eusebio Di Francesco alla Roma. «Per me è un'occasione unica. Sono pronto a questa sfida», ha detto il tecnico pescarese, «sereno nell'affrontare questa bellissima avventura», ma sa bene che raccogliere il testimone da Spalletti non sarà facile. La speranza è avere a Trigoria un alleato in più rispetto al collega toscano: Totti. «La società ha parlato con lui per quello che sarà il suo futuro da dirigente. Con lui ho un legame particolare, sarei contento di lavorarci insieme».