Di Francesco si presenta «Spero di poter lavorare insieme a Totti»

TORINO. Per qualche giorno, dopo la sconfitta di Cardiff, Massimiliano Allegri ha pensato che avrebbe potuto chiudere il suo ciclo alla Juve. Tre anni di successi, con una grande delusione: la resa...
TORINO. Per qualche giorno, dopo la sconfitta di Cardiff, Massimiliano Allegri ha pensato che avrebbe potuto chiudere il suo ciclo alla Juve. Tre anni di successi, con una grande delusione: la resa incondizionata al Real Madrid, nella finale di Champions. L'amarezza, alla fine, non ha prevalso e ha allungato il contratto fino al 2020. «Ho voluto vedere dentro di me», ha spiegato l'allenatore, «pensarci, per potere ripartire nel migliore dei modi. E ho parlato con la società: ci sono tutti i presupposti per ripetere una grande stagione». Non ci sono state offerte da altre società – giura Allegri – a farlo tentennare: «Non ho mai parlato con nessuno. E, se l'avessi fatto, la Juventus sarebbe stata la prima a saperlo».
La prossima stagione potrebbe essere ancora più difficile. «Tutte vogliono batterci dopo sei anni di scudetti, tre accoppiate campionato-Coppa Italia e due finali di Champions. In Italia Spalletti è il valore aggiunto dell'Inter, che già nell'ultima stagione era competitiva; la Roma sarà quella della stagione appena conclusa». Anche in Champions l'asticella si alza. «Sarà un'edizione molto più difficile», dice Allegri, «ci sono le cinque inglesi, competitor agguerrite». Il primo bersaglio – dice Allegri – sarà ancora lo scudetto, «è nel Dna della Juventus», ma ci vorrà un altro passo avanti e altri uomini di qualità: «Douglas Costa? È molto bravo», sorride. «Bernardeschi? È un giovane di prospettiva per la Nazionale. In difesa siamo a posto».
«Ho scelto l’Inter per riposizionarla nel ruolo che le compete. L’ho scelta perché l’ho immaginata con una storia piena di belle cose e le voglio vivere tutte fino in fondo».
Lo ha detto il tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, nel giorno della sua presentazione ufficiale sulla panchina nerazzurra. «È da qualche anno che non vinciamo, o facciamo qualcosa di diverso o si continua così», ha aggiunto. «Il futuro di Perisic? Un calciatore o l’altro non determinano la vittoria di un titolo. L’Inter mi ha contattato quando stava finendo il campionato. La Juventus? Non è così lontana ed è bersaglio di cattiverie gratuite: bisogna fare solo i complimenti ad Allegri, hanno dato forza al nostro campionato e alla Nazionale».
Ieri la presentazione anche di Eusebio Di Francesco alla Roma. «Per me è un'occasione unica. Sono pronto a questa sfida», ha detto il tecnico pescarese, «sereno nell'affrontare questa bellissima avventura», ma sa bene che raccogliere il testimone da Spalletti non sarà facile. La speranza è avere a Trigoria un alleato in più rispetto al collega toscano: Totti. «La società ha parlato con lui per quello che sarà il suo futuro da dirigente. Con lui ho un legame particolare, sarei contento di lavorarci insieme».

