Di Fulvio: Italia ai Mondiali per arrivare fino in fondo

Il pescarese: «Io e la Nazionale, sto vivendo il sogno di tutti i ragazzi»
PESCARA. Un nome, Di Fulvio, una garanzia, almeno per la pallanuoto. Una garanzia di vittorie. A completare il tris di successi ha provveduto Andrea con la promozione in A1 conquistata con la Florentia; prima di lui, Francesco aveva vinto lo scudetto, l’ennesimo, con la Pro Recco e Carlo si è aggiudicato i play off per la A2 con il Pescara. Tre figli d’arte - il papà Franco è stato uno dei protagonisti del Triplete della Sisley Pescara nel 1987 - in vetrina. Ma c’è Francesco che all’orizzonte ha la sfida più dura, quella con il Settebello impegnato dal 17 luglio ai Mondiali di Budapest. Il pescarese è una delle punte di diamante della Nazionale reduce dal secondo posto nella World League, disputata in Russia, dietro alla Serbia. Che è anche campione del mondo in carica avendo vinto il titolo nel 2015 a Kazan. Serbi di conseguenza favoriti anche in Ungheria insieme ai padroni di casa e alla Croazia. L’Italia ha ambizioni di podio, negli ultimi anni si è sempre ben comportata nelle manifestazioni internazionali e a Budapest vuole confermare quanto di buono fatto vedere alla World League. Sarà l’Italia di Francesco Di Fulvio che, 24 anni il prossimo 15 agosto, non è più una promessa della pallanuoto, è uno dei pilastri della squadra guidata da Amedeo Pomilio (vice) e dal ct Sandro Campagna.
Di Fulvio, pronto per il Mondiale?
«E’ l’obiettivo per il quale stiamo lavorando da settimane. Ci troviamo a Siracusa per giocare l’ultimo torneo di preparazione, il “Sei nazioni”. E domani (oggi ore 20, ndr) affrontiamo la Russia».
In Ungheria con quali obiettivi?
«Inutile nascondersi, dopo quanto di buono alla World League ce la vogliamo giocare fino in fondo. Abbiamo dimostrato di stare bene, anche se i Mondiali sono diversi dalla World League che era un torneo di rodaggio».
Com’è l’Italia?
«E’ una squadra ringiovanita e, di conseguenza, aumentano le responsabilità per chi, come me, da qualche anno è nel giro della Nazionale».
Crescono le responsabilità anche perché ormai tutti l’aspettano al varco.
«Quando vai in acqua lo fai per dare il massimo, che è quello che ho sempre fatto. Il mio obiettivo è quello di mettermi a disposizione della squadra».
Sarebbe contento di arrivare in semifinale?
«Noi puntiamo al massimo, ma bisogna fare i conti anche con gli avversari. In primis, Serbia, Ungheria e Croazia».
Nel girone di qualificazione ve la vedrete con Francia, Serbia e Australia.
«Non sarà di certo una passeggiata, ma servirà a darci l’esatta dimensione del nostro potenziale. All’appuntamento arriviamo in buone condizioni, con tutte le premesse necessarie per ben figurare».
Due anni fa avete chiuso al quarto posto.
«Speriamo di migliorare questo piazzamento. Ma, ripeto, molto dipenderà dalla forza degli avversari».
L’Italia è attesa al salto di qualità.
«Per quanto mi riguarda, ci provo. Voglio migliorarmi per migliorare il collettivo e arrivare al top. C’è fiducia attorno a noi perché da anni il Settebello ha sempre fatto bella figura. Ci manca l’ultimo step, la ciliegina sulla torta».
Lei è reduce dal collegiale di Pescara a giugno in cui è stato il protagonista della partita giocata alle Naiadi contro il Giappone.
«E’ stata una bella serata, stupenda. Un onore per me vedere quella piscina stracolma di gente e ricevere quello striscione. E poi il ricordo di Gabriele Pomilio (il compianto dirigente abruzzese scomparso nel maggio scorso, ndr)».
E poi la promozione del Pescara.
«Spero che l’approdo in A2 sia un punto di partenza e non di arrivo. C’è un certo fermento attorno alla pallanuoto in città, un entusiasmo palpabile che ad esempio non avevo notato negli anni scorsi. Spero che tutto questo agevoli il rilancio di una disciplina sportiva che è nel Dna di Pescara».
A nemmeno 24 anni si trova a preparare un Mondiale.
«Far parte della Nazionale e andare al Mondiale è un sogno che vivo quotidianamente. Tutto ciò che spera di vivere un ragazzo che si avvicina a qualsiasi disciplina sportiva. Mi ritengo fortunato, anche se alla base di tutto c’è tanto lavoro».
Quando andrà in vacanza?
«Subito dopo la fine del Mondiale. Mi aspetta un viaggio in Messico».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

