Di Fulvio, mirino su Tokyo: «Voglio la medaglia d’oro»

Il campione pescarese si gode gli ultimi giorni di vacanza prima della partenza «Peccato non giocare col pubblico. La Champions vinta? Ho coronato un sogno»
PESCARA. «Andiamo a Tokyo per prenderci l’oro olimpico». È concentrato, deciso, determinato Francesco Di Fulvio, fresco campione d’Europa con la sua Pro Recco e in partenza per il Giappone dove dal 23 luglio dovrà guidare il Settebello che si avvicina alle Olimpiadi da campione del mondo in carica. Un titolo conquistato due anni fa a Gwangju e che porta la firma, pesante, del pallanuotista pescarese.
Di Fulvio, mancano meno di dieci giorni al via. Che sensazioni ci sono?
«Buone. Il gruppo da giugno è cresciuto molto, abbiamo avuto la fortuna di giocare diverse partite in cui siamo andati sempre meglio», risponde, mentre firma autografi ai ragazzi del Pescara Pallanuoto nella piscina di Belvedere. «Ci sono tante squadre competitive, più degli altri anni. Penso che siamo almeno in otto a poterci giocare il successo. L’altro girone probabilmente ha qualcosa in più rispetto al nostro, con Spagna, Serbia, Croazia e Montenegro che giocheranno per arrivare prime. Credo che il quarto di finale sarà lo scoglio più difficile».
All’Italia il successo manca dal 1992.
«Vuol dire che è arrivata l’ora di tornare sul gradino più altro del podio (sorride, ndc). La prossima intervista la facciamo con la medaglia al collo».
Per lei è la seconda Olimpiade dopo Rio de Janeiro.
«Esatto. Nel 2016 arrivammo terzi, ora proveremo a migliorarci. Peccato per le restrizioni. Credo che in questo momento il Giappone sia il posto meno adatto per ospitare una manifestazione del genere».
A proposito, quali sono i protocolli per gli atleti?
«Dobbiamo scaricare due app, una prima della partenza e una all’arrivo. Verremo tracciati durante tutta la permanenza con il gps. Vivremo nelle nostre camere, ci sarà consentito muoverci solo per mangiare e per allenarci. In questo modo anche la bellezza e il calore del villaggio olimpico verranno meno. Per non parlare delle partite senza pubblico».
Dal punto di vista personale il 2021 le ha regalato la Coppa dei Campioni con la Pro Recco.
«Una grandissima soddisfazione. Erano sei anni che la inseguivamo e finalmente a Belgrado abbiamo coronato il sogno. Probabilmente perdere la finale scudetto contro Brescia ci ha restituito quel filo di sana cattiveria che poi è stato decisivo».
Tornando all’Olimpiade, un peccato non vedere in vasca il Setterosa. Che ne pensa?
«Dispiace, ma con così pochi posti a disposizione qualcuno deve rimanere fuori per forza. Ci sono nazionali con tradizione, come la Grecia, che hanno avuto lo stesso destino. Sono però convinto che con l’arrivo in panchina di Carlo Silipo e l’innesto di tante ragazze che sono in rampa di lancio, la femminile ha davanti un triennio che può regalare grandi soddisfazioni».
Ha seguito le vicende del Pescara Pallanuoto?
«Certo, seguo sempre la squadra, anche tramite mio padre (Franco Di Fulvio, ndc) che l’allena. Dispiace vederla così, ma purtroppo con Le Naiadi ridotte in questo stato è difficile progettare qualsiasi cosa. Un impianto che non ha eguali non solo in Italia, ma nemmeno in Europa. Non so perché l’abbiano ridotto così e non ho la soluzione al problema, ma posso dire che mi dispiace tantissimo».
Adesso il ritiro di Ostia, poi la partenza per Tokyo. Dopo il Giappone ci sarà ancora tempo per Pescara?
«Assolutamente sì, torno per stare con la famiglia e gli amici».
Adriano De Stephanis
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

