Di Gennaro, cuore frentano «Qui per scrivere la storia»

L’attaccante del Lanciano alla terza esperienza in rossonero dopo le annate in C con Angelucci e Maio: «Difficile ripartire dal basso, prendiamoci l’Eccellenza»
LANCIANO. Certi amori non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano. Il celebre motivo del cantautore Antonello Venditti si adatta alla perfezione alla storia calcistica di Francesco Di Gennaro. La più illustre delle firme attualmente presenti nell'organico allestito anche quest'anno dalla dirigenza del Lanciano 1920, capolista del girone B di Promozione. In circa 20 anni di onorata carriera, spesa soprattutto tra i Professionisti (in C1 con Lucchese, Gallipoli, Verona e Barletta, oltre al citato Lanciano, e persino in serie B, sempre a Gallipoli), oltre che in serie D (nelle file di Ferentino, Matera, Real Metapontino, Campobasso e Grosseto) ed Eccellenza (a Formia e Francavilla), il 36enne centravanti napoletano ha vestito in tre differenti periodi la maglia rossonera. Nella S.S. Lanciano targata Angelucci (quella del figlio Riccardo, per la precisione), nella Virtus dei Maio e, proprio un anno fa, nel Lanciano 1920 di Fabio De Vincentiis. Alle cui dipendenze aveva lavorato proprio nella stagione precedente, sfiorando col Francavilla la promozione in serie D, poi ottenuta tramite ripescaggio. «Ripartire dalla Prima categoria», svela lo stesso Di Gennaro, «non è stato facile, soprattutto a livello mentale. Giocare su campi piccoli, e quasi sempre in terra battuta, con gli avversari che si impegnano al massimo nella speranza di centrare il risultato di prestigio, ha rappresentato una novità assoluta. Non solo per il sottoscritto, ma per gran parte della rosa. E se siamo riusciti a superare a pieni voti questa prova, lo si deve sì alle qualità tecniche dei singoli ed alla oggettiva bravura di mister Del Grosso, ma anche e soprattutto ad una società che, grazie alla sua organizzazione, non ci ha mai fatti sentire in una categoria effettivamente poco consona al blasone ed ai trascorsi di questo club. Stesso discorso per i tifosi, sempre numerosi e presenti ovunque, a conferma di una fame di calcio per nulla affievolita dal brusco salto all'indietro di due anni fa».
Quello centrato domenica scorsa al Biondi, contro lo Scafa Cast, è stato il 22° successo su 25 gare sin qui disputate dai rossoneri, primi in graduatoria con ben otto lunghezze di vantaggio sui vastesi del Bacigalupo. Un successo targato anche Di Francesco, avendo il bomber campano sbloccato il punteggio, segnando la sua nona rete stagionale. «Finchè sto bene, ci provo», commenta l'attaccante, da tempo stabilitosi a Pescara, con la moglie Francesca e le sue due "principesse" (così le definisce) Ginevra e Beatrice, «essendo ben lieto di dare il mio contributo alla squadra. Non solo sotto forma di gol, ma anche a livello di assist, visto che a questa età l'interesse personale deve cedere il passo a quello generale. Del resto, al di là dell'amicizia e della stima che mi legano al presidente Fabio De Vincentiis ed al dg Tonino Paciarella, alla base della mia terza esperienza in rossonero c'era appunto il desiderio di partecipare fattivamente all'ennesima rinascita del calcio lancianese. Una città ed una piazza che mi hanno dato tanto, in carriera, proprio come a Gallipoli». E intanto, studia da ds: «Ho tanto da imparare nel ruolo», ammette in conclusione Francesco Di Gennaro, «ma non escludo niente. Nemmeno un futuro da allenatore». Ma nel frattempo, continua a fare la cosa che gli riesce meglio: i gol.
Stefano De Cristofaro
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