Di Giovanni: Chieti, è ora di svegliarsi

Eccellenza, capolista domenica a Sambuceto per uno scontro diretto decisivo
E adesso? Quella che sembrava essere diventata una formalità, ovvero la promozione in serie D del Chieti, torna di nuovo in discussione. Chieti che ovviamente ci ha messo del suo, rimediando un solo punto negli ultimi 180', contro i 6 (su 6) contemporaneamente ottenuti dalle antagoniste Sambuceto e Torrese. E' bene comunque chiarire un concetto: i neroverdi erano e restano i grandi favoriti alla vittoria finale. Sei lunghezze di vantaggio a sole 5 gare dal termine rappresentano pur sempre un margine importante. Soprattutto alla luce del rendimento sin qui tenuto dalla squadra di Lucarelli. Che domenica ha visto interrotta, dall'Acqua&Sapone, una serie utile che durava da 12 turni, fruttando ben 30 punti sui 36 disponibili. Questo brusco rallentamento, accolto (giustamente) senza drammi, ha però fatto suonare un piccolo campanello di allarme in casa teatina, alla vigilia del prossimo impegno di campionato, che vedrà Miccichè e soci di scena a Sambuceto, sul campo cioè di una delle due rivali dirette. «Mi aspetto un altro Chieti», tuona il presidente neroverde Filippo Di Giovanni, «rispetto a quello visto all'opera domenica. Senza nulla togliere infatti all'Acqua&Sapone che ha disputato la sua onesta gara, in una sfida del genere era però lecito attendersi la conquista dei tre punti. E, invece, non ne è arrivato nemmeno uno. Questo a causa di un approccio mentale sbagliato, da parte dei nostri calciatori. Che evidentemente non si rendono conto dell'importanza della maglia che indossano e di quanto la gente si aspetti da loro. Una questione che di sicuro affronteremo in settimana per cercare, assieme al mister, le opportune soluzioni. Colpa del campo? Assolutamente no. E' vero che il manto erboso dell'Angelini lascia a desiderare, ma non è certo il solo impianto in queste condizioni, senza contare che il discorso vale anche per gli avversari. La verità», prosegue Di Giovanni, «è che i ragazzi hanno giocato ben al di sotto delle loro possibilità, dopo aver dimostrato che, quando sono al meglio, non ce n'è per nessuno». A Sambuceto ci si gioca una bella fetta di stagione per cui servirà anche l'apporto dei tifosi. «Quella», afferma in conclusione il numero uno del club neroverde, «è la cosa che mi preoccupa meno, nel senso che non ho alcun dubbio sul fatto che saremo seguiti e incitati da tanta gente. Com'è del resto avvenuto in occasione delle precedenti trasferte. E' la squadra, semmai, che deve fare altrettanto, tornando cioè a dare il massimo. Cosa che invece, non è capitata domenica». E a proposito della sfida in programma al Cittadella dello Sport, il Sambuceto ha per l'occasione indetto la giornata viola, a seguito della quale non saranno validi gli abbonamenti e le tessere omaggio, mentre il prezzo (unico) dei biglietti d'ingresso sarà di 10 euro (7 per i ridotti). Prima però andranno risolte alcune grane burocratiche. «Ci siamo già attivati», spiega il co-presidente del Sambuceto Sando Cacciagrano, «per reperire le autorizzazioni necessarie. L'impianto, del resto, è a norma e in grado di ospitare un evento del genere. Siamo pronti a lasciare ai tifosi neroverdi il settore di tribuna (capienza 300 posti, ndc), sistemando i nostri nell'altro. Non a caso, qui ha giocato di recente, anche il Lanciano 1920 (ospite del Sant'Anna, ndc) ed è filato tutto liscio». Ma se per motivi di sicurezza vi fosse chiesto di spostare altrove il big-match? «Un'ipotesi del genere non esiste. Piuttosto», conclude provcatoriamente Cacciagrano, «la giochiamo a porte chiuse».
Stefano De Cristofaro
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