Di Giovanni: «L’Aquila in C in tre anni»

28 Giugno 2022

L’imprenditore teramano nel club rossoblù col tecnico Epifani: «Addio deciso a febbraio, io e Notaresco non ci siamo presi»

PESCARA. Ruota tutto intorno a lui, Salvatore Di Giovanni, classe 1955, sposato e padre di due figli, imprenditore teramano. Da anni fa calcio: prima con l’Alto Tordino, poi, dal 2002, con il San Nicolò, dalla Prima categoria fino alla serie D, sfiorando la C. Successivamente, dall’estate del 2018, si sposta Notaresco, fa la serie D e va a un passo dal calcio professionistico. Roba di un paio di anni fa prima che scoppiasse il Covid. E da qualche settimana – da quando ha deciso di lasciare Notaresco – è corteggiatissimo. Ha scelto L’Aquila, dove sta per lanciare un’altra attività commerciale. L’hanno chiamato da San Benedetto, Teramo, Castelnuovo e Chieti, tanto per fare qualche nome. Domani è previsto l’incontro, con la base societaria attuale costituita dalla tifoseria organizzata, per ratificare il suo ingresso (insieme ai soci Luigi Di Battista e Diego Ferrante) nella società rossoblù. Programma triennale per portare L’Aquila in serie C. Panchina affidata a Massimo Epifani, che negli anni è stato spesso alle sue dipendenze.
Presidente Di Giovanni, quando ha deciso di lasciare Notaresco?
«Da febbraio circa. Purtroppo, non ci siamo presi. Non era più possibile andare avanti».
E quindi il titolo di serie D andrà a Giulianova?
«E’ un discorso portato avanti dal sindaco (nonché presidente della Provincia di Teramo, ndr) di Notaresco Di Bonaventura con il mio assenso, ovviamente».
Le distanze sono quelle previste dal regolamento?
«Me lo hanno chiesto anche da Roma, in Lnd, questa mattina. Domani (oggi, ndr) porteremo in federazione anche il certificato di distanza».
E Teramo?
«La verità è che io fino al 23 non mi sono mosso. Proprio per aspettare Teramo. Sono stato chiamato dal sindaco. Mi sono messo a disposizione. Ma di entrare in società non se ne parla, almeno per quanto mi riguarda. Ho dato un contributo, un bel contributo. Io e altri imprenditori. Ho messo a disposizione anche il titolo della serie D. Ma mi è stato detto che Teramo ora non può perdere la Lega Pro. E quindi abbiamo dato il nostro contributo, consistente per quelle che sono le nostre possibilità. Il 22 sera mi hanno mandato un messaggio: tutto ok. E quindi mi sono sentito libero da vincoli. E ho pensato al mio futuro calcistico».
Da qui la decisione di andare all’Aquila.
«Ma mi sono mosso solo dal 23 giugno scorso. Prima no, appunto perché aspettavo il corso della situazione a Teramo».
C’è il rischio che sparisca dal calcio professionistico.
«A me il 22 sera è stato detto che era tutto a posto».
Perché L’Aquila?
«Perché è capoluogo di regione, perché ha storia e blasone. Perché dal punto di vista logistico è una piazza che mi è comoda e perché lì sto avviando un’attività. Ho ricevuto tante richieste. Mi dispiace, ad esempio, aver dovuto dire no a Trevisan (patron del Chieti, ndr), tra gli altri. Persona squisita. Ma vado all’Aquila. Dei termini e delle condizioni parlerò da giovedì, dopo l’incontro decisivo».
Del gruppo dirigenziale chi la seguirà?
«Forse Simone Bernardini (direttore generale, ndr). Probabilmente mio figlio Matteo. Programma triennale, vogliamo subito vincere l’Eccellenza».
Notaresco in attesa. E a Notaresco - che dunque disputerà il campionato di Eccellenza - tutto è nelle mani del sindaco Diego Di Bonaventura. Dovrà essere lui a contattare le forze imprenditoriali del posto per formare la nuova società di cui potrebbe far parte Di Cristofaro che è uscito dall’Aquila e che in passato è stato già presidente del Notaresco. Nel frattempo, parte oggi l’iter burocratico per il cambio di sede e di denominazione che dovrà essere avallato dalla Lnd. Attenti a dare tutto per scontato, si rischiano brutte sorprese.
Ad esempio, l’unione tra Rc Angolana, Il Delfino FP e Curi sembrava cosa fatta. Tutti d’accordo, tranne la tifoseria nerazzurra che a Città Sant’Angelo ha fatto in modo che il sindaco si muovesse per trovare alcuni imprenditori in grado di aiutare Gabriele Bankowski. Che, quindi, si è disimpegnato e continuerà a fare calcio con la Rc Angolana.
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