Di Giovanni: SN Notaresco io credo alla promozione

14 Gennaio 2020

Il presidente: «Il campionato non è mai stato chiuso, c’è da soffrire fino alla fine» Ed è polemica a distanza con il suo ex tecnico Cudini, ora al Campobasso

CHIETI. Due sconfitte nelle ultime tre giornate e il vantaggio sulle inseguitrici ora si assottiglia. Il Notaresco frena, le altre corrono. Tutte inseguono la capolista: il Matelica dopo 7 vittorie di fila è a -6, la Recanatese a -10, il Campobasso a -11. «Il campionato non è mai stato chiuso», spiega il presidente rossoblù Salvatore Di Giovanni dopo la sconfitta con il Campobasso. «Io ho sempre sostenuto che ci crediamo e che siamo tra le candidate alla vittoria finale, ma non di aver già vinto. Il vantaggio è ancora consistente, ma ci sarà da lottare fino alla fine». Un periodo di flessione, dopo un girone d’andata da record, ci può stare, ma la sensazione è che la partenza di Ginestra (alla Fermana) abbia inciso in negativo. Senza il 40enne portiere, spesso decisivo ai fini del risultato, il Notaresco ha subìto 7 gol in tre partite. «Ho sempre detto che la partenza di Ginestra sarebbe stato un grosso problema perché avevamo un portiere fortissimo», dice Di Giovanni. «E pensare che, quando in estate abbiamo preso un portiere di 40 anni, qualcuno si è messo a ridere. Con Ginestra la squadra si era assestata e Paolo ci aveva salvato in diverse partite. Al suo posto, però, abbiamo preso un portiere altrettanto esperto come Scotti. Non siamo comunque in calo, la squadra gioca bene. Abbiamo perso due partite strane», l’analisi del presidente, «a Fiuggi siamo stati condizionati dalla pioggia e dal vento, col Campobasso abbiamo fatto un grande primo tempo. Perdere con i molisani ci può anche stare. Il Campobasso costa tre volte di più di noi». Ora il Notaresco deve gestire le pressioni. «Non le abbiamo perché già stiamo facendo un qualcosa di straordinario. Siamo partiti per salvarci e abbiamo sempre giocato con tranquillità. È chiaro che oggi è più difficile farlo, perché ci giochiamo la promozione».
Domenica la squadra di Vagnoni giocherà a Jesi senza lo squalificato Sansovini.
La polemica. Dopo la partita, il tecnico del Campobasso Mirko Cudini, lo scorso anno sulla panchina del Notaresco, ha alzato il polverone parlando della sua esperienza in rossoblù. «L’anno scorso abbiamo fatto qualcosa di straordinario», ha detto Cudini, «se non abbiamo raggiunto certi risultati (i play off, ndr) non è per colpa della squadra, ma per demerito di qualcun’altro che deve assumersi le responsabilità. Abbiamo fatto grandi cose nonostante avessimo i bastoni tra le ruote». Cudini non ha fatto nomi, ma è chiaro il riferimento a Di Giovanni. All’ex tecnico del Notaresco hanno dato fastidio le parole del suo ex presidente che in una recente intervista aveva detto che «lo scorso anno alla lunga la squadra ha mollato. Allenatore, direttore sportivo e tre-quattro giocatori sono andati a Campobasso, la cosa mi ha un po’ deluso perché alla fine hanno mollato e questo non è corretto».
«Non credo di aver allenato io la squadra nelle ultime 8 partite quando avevamo un ruolino da retrocessione», replica Di Giovanni. «L’allenatore è sempre stato Cudini: nelle prime 30 partite quando la squadra andava bene è stato bravo lui, poi la colpa è stata mia? Io non hO messo bocca nelle scelte dell’allenatore, quindi non vedo come avrei potuto mettergli i bastoni tra le ruote. Nelle ultime otto partite non sono entrato più nello spogliatoio e lui ha avuto la piena gestione della squadra. Se questa è la mia colpa, mi prendo le responsabilità. Ma Cudini si chiedesse il motivo per cui non ci sono più entrato. Non avevo rapporti con lui, in 8 mesi mi avrà chiamato forse tre volte».
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