Di Girolamo: tasse abolite per aiutare i club

Il presidente del comitato regionale Fip illustra le iniziative della federazione per la prossima stagione
PESCARA. Il basket ha chiuso la stagione 2019-2020 da tempo. Lo scudetto non sarà assegnato. E nelle categorie inferiori bisognerà attendere quante società resisteranno allo tsunami provocato dall’emergenza sanitaria da coronavirus. Il presidente della Fip Gianni Petrucci ha annunciato lo stanziamento di quattro milioni di euro a favore dei club, una cifra messa insieme grazie agli impegni di spesa destinati a manifestazioni che non si svolgeranno. In Abruzzo il discorso riguarda le realtà che vanno dal Roseto fino a quelle di Promozione. Un esercito di appassionati della palla a spicchi a cui si rivolge Francesco Di Girolamo, il presidente del comitato regionale. Che cerca di fare il punto della situazione.
Di Girolamo, che fine faranno i campionati bloccati?
«In questo momento, siamo in una situazione di attesa, per cui la federazione e i presidenti regionali stanno sondando le società per capire quello che potrà essere l’intendimento per la prossima stagione. Fermo restando che il tutto è un discorso essenzialmente economico. Le domande che tutti si pongono sono: gli sponsor ci saranno ancora? Si giocherà a porte aperte o chiuse? E così via. E comunque sulla ripartenza dl basket, ovviamente, molto influiranno anche le decisioni del governo sulle norme sanitarie a cui ottemperare».
I quattro milioni di euro a disposizione dei club?
«La federazione ha recuperato dal proprio budget quattro milioni di euro. E la prima iniziativa è stata quella di abolire alcune spese (affiliazione, iscrizione al campionato, tesseramento gare e di tutti gli atleti dai 5 ai 20 anni) per la prossima stagione. Ce ne saranno altre che sono in cantiere, saranno comunicate più avanti. E saranno degli stimoli a favore delle società per poter ripartire la prossima stagione».
Ci sarà una riforma dei campionati?
«A livello di serie A e A2 dovrebbero rimanere le cose così come stanno. Potrebbe esserci la riduzione dei gironi di serie B. Forse, un accorpamento dei campionati regionali e interregionali, si vedrà. Siamo nel campo delle ipotesi. Però, c’è la volontà di ridurre i costi, ovviamente, tenendo conto delle problematiche che arriveranno».
Avete contezza di una diminuzione dei club?
«No, al momento no. In fondo siamo stati fermi circa due mesi e gli effetti vanno valutati sul campo. A livello giovanile certe problematiche non ci saranno. Più complicato, invece, il discorso per i club che contano sui contributi degli sponsor».
C’è un po’ di malcontento tra le società sulla rata da pagare alla Fip di fine febbraio.
«Il primo marzo la Fip ha sospeso i pagamenti federali. Sospeso, non annullato. C’era una rata da pagare che scadeva il 28 febbraio con proroga fino al 3 marzo con semplice multa; dal 3 al 10 marzo la penalizzazione di 3 punti; dall’11 marzo la pena era l’esclusione dal campionato. La sospensione è avvenuta nell’intermezzo della prima scadenza. Adesso la Fip chiede quei soldi (entro il 27 maggio) a chi non li ha già versati per l’attività già svolta, non quella da svolgere».
Avete parlato della riduzione degli stipendi?
«La federazione non ha dato un’indicazione univoca e concreta. In questo momento ogni club tratta con le parti in causa. C’è comunque la voglia di addivenire a un accordo in cui ognuno dovrà rinunciare a qualcosa».
I campionati regionali come finiranno?
«Senza né vincitori né vinti. L’anno prossimo si ripartirà con gli stessi organici, qualora ci dovessero essere richieste di partecipazione a campionati più prestigiosi o autoretrocessioni saranno prese in considerazione dopo la regolarizzazione delle iscrizioni. Questo orientamento è frutto anche del fatto che nessun campionato era giunto a conclusione con verdetti definitivi secondo il regolamento con cui è iniziata la stagione».
Altre iniziative in cantiere?
«Ci stiamo lavorando, cercando di essere pronti a tutte le evenienze. Il fatto che non venga fuori tutti quello che si sta facendo non significa che si sta con le mani in mano».
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