Di Labio dal sindaco, attacco a La Valle: «Il Chieti siamo noi»

Sfida d’identità sul calcio teatino. Il presidente oggi da Legnini per formare una cordata locale. Scontro con il Città di Chieti: «Non riuscirete a sostituirvi a noi»
CHIETI. Non bastavano il caos societario e la pantomima sulle trattative per rilevare il club neroverde. Ora scoppia una guerra intestina tra le due società teatine: il Chieti Fc 1922, iscritto in Eccellenza, e il Città di Chieti, squadra di Promozione. Da tempo tra le due realtà si respira un clima di rivalità e tensioni: un antagonismo che sta spaccando in due anche la tifoseria.
Ad accendere la miccia è l’ultima iniziativa della società di Promozione, guidata dal presidente Fabio La Valle, che ha cambiato denominazione in Nuovo Chieti Calcio e presentato il nuovo logo raffigurante Achille a cavallo. Gianni Di Labio è una furia e minaccia azioni legali.
«Vogliono copiare il nostro marchio e sostituirsi al Chieti Fc 1922», tuona il presidente neroverde, «ma resteranno solo un brutta copia. Le recenti scelte societarie di tale club - dal cambio di denominazione, all'adozione di colori e simboli sovrapponibili a quelli della prima squadra della città - rappresentano un comportamento antisportivo, scorretto e ambiguo. Quello che sta accadendo è un fatto grave. Mi meraviglio di come la federazione possa permettere tutto questo. Io ho dato mandato a un avvocato per valutare se ci sono gli estremi per agire per vie legali».
Di Labio rincara la dose contro La Valle e il Città di Chieti: «Ci stanno facendo la guerra. La loro è una battaglia studiata a tavolino per distruggerci. Vogliono convincere i tifosi che il Chieti è morto e che esistono solo loro. Creare una confusione di identità agli occhi della piazza è una manovra poco trasparente per cercare di appropriarsi impropriamente del prestigio e della storia del Chieti Fc 1922. Persone a loro riconducibili ci attaccano sui social dicendo che abbiamo una marea di debiti. Dispiace deluderli, ma la Chieti Calcio, quella vera, non morirà e loro resteranno una fotocopia fino a quando non rileveranno il nostro titolo. Se loro hanno tutti questi imprenditori», continua Di Labio, «perché non sono venuti a bussare alla nostra porta? Dicono che abbiamo milioni di debiti, ma a me risulta che anche loro abbiano pendenze in corso».
La replica di La Valle non si fa attendere. «Il nostro progetto non nasce con intenti divisivi e personalistici. Da sempre guardiamo con rispetto e attenzione alla squadra storica della città. Proprio in quest'ottica confermiamo la nostra disponibilità a valutare concretamente anche un eventuale coinvolgimento nella proprietà della società storica cittadina qualora tale possibilità ci venisse formalmente prospettata dall'attuale proprietà o dalle istituzioni. Un eventuale percorso», precisa la società del Nuovo Chieti Calcio, «potrà svilupparsi soltanto attraverso un confronto serio, trasparente e responsabile, preceduto dall'apertura di una specifica due diligence finalizzata a verificare ogni aspetto societario, economico, finanziario e organizzativo».
Ma Di Labio non ci sta e controbatte: «La proposta di coinvolgimento nella proprietà non è altro che un goffo tentativo di legittimazione a posteriori, privo di qualsiasi fondamento, serietà o trattativa reale. Il loro comunicato è la riprova lampante di questa strategia di facciata: si parla di progetto per la collettività mentre nei fatti si opera per generare disorientamento e dividere la comunità sportiva. L'identità della nostra città non si compra, non si scimmiotta con operazioni di facciata e non si usurpa. Inviamo un appello alla tifoseria e alle istituzioni: la vera storia del calcio teatino va difesa e rispettata. Chi vuole fare sport a Chieti lo faccia con lealtà, senza sotterfugi e senza provare a indossare una veste che non gli appartiene».
Nel bel mezzo della polemica resta un grosso punto interrogativo: quale sarà il futuro del Chieti Fc 1922? La trattativa per la cessione ad Alessandro Nuccilli si è ormai arenata e l’imprenditore romano minaccia azioni legali se non riavrà indietro le poche migliaia di euro messe per l’iscrizione. Sullo sfondo resta Pino Russo, ancora convinto di prendere la società. L’altra pista porta all’allestimento di una cordata locale, con la mediazione del sindaco Giovanni Legnini, per aiutare il club in un momento di estrema difficoltà. Oggi è previsto un incontro tra Di Labio e il primo cittadino. Si spera possa portare a qualcosa di concreto.

