Di Mascio: pronto a restare alla guida del Teramo
Serie C, il tecnico subentrato a Tedino: «Se si tornerà a giocare spero ci diano 4-5 settimane di lavoro»
TERAMO. Responsabile del settore giovanile e, da febbraio, anche allenatore della prima squadra. È un anno intenso per Cetteo Di Mascio, che la scorsa estate ha sposato il progetto del Teramo targato Franco Iachini firmando un contratto fino al 2024. Un'unità di intenti, quella con la proprietà e il dg Andrea Iaconi, che nella prossima stagione potrebbe portare alla conferma in panchina del 60enne tecnico pescarese, pronto a dividersi ancora tra giovani e prima squadra e a continuare a mettere la sua esperienza al servizio dei biancorossi.
Di Mascio, come ha trascorso il periodo di lockdown?
«Ho lavorato tanto. Ho avuto contatti telefonici quotidiani con il mio staff per impostare gli allenamenti a distanza della squadra, ho analizzato video e mi sono dedicato alla famiglia. Finalmente ho trascorso più tempo con mia moglie e mia figlia».
Secondo lei in C si ripartirà?
«Lo scopriremo tra qualche giorno. La vedo dura provare a concludere le restanti giornate di campionato mentre potrebbe essere fattibile giocare almeno i play off e i play out. Al momento, però, sono solo ipotesi. Io non vedo l'ora di tornare a lavorare sul campo».
Quanto tempo servirà alla squadra per rimettersi in forma?
«Mi auguro che ci diano dalle quattro alle cinque settimane di lavoro. Bisogna prevenire il più possibile il rischio di infortuni dopo una pausa così lunga».
Mi fa un bilancio del suo primo anno a Teramo?
«Sono orgoglioso di quanto è stato fatto nel settore giovanile. I risultati vengono dopo vari aspetti legati alla crescita e alla formazione del giovane calciatore. Ci sono almeno dieci elementi del vivaio che un giorno potranno ambire al professionismo e due-tre di essi sono già attenzionati da club di serie A. Facciamoli crescere con calma. Se non ci fosse stata la sospensione dei campionati avremmo fatto i play off con la Berretti, l'under 17 e l'under 15. Un risultato storico per il Teramo. A febbraio la società mi ha affidato la guida della prima squadra (al posto dell'esonerato Tedino, ndc). La rosa è valida, ci sono giocatori importanti. Meritavamo di raccogliere di più nelle quattro gare giocate dopo il mio arrivo».
Guiderà la prima squadra anche la prossima stagione?
«E' una possibilità concreta. Ne ho parlato con la dirigenza e da parte loro c'è la volontà di proseguire con me, affidandosi ad una figura che possa occuparsi sia della prima squadra che del settore giovanile creando una sinergia. Presto avremo un quadro più chiaro sul futuro del Teramo».
C'è la possibilità di creare un grande settore giovanile?
«Sì. Lo dico sulla base di oltre 30 anni di esperienza e perché l'ho già fatto alla Renato Curi, al Pescara e all'Ascoli. Ho rinunciato ad altri due anni di contratto con l'Ascoli per sposare questo progetto. A Teramo si possono fare grandi cose, a patto che il presidente Iachini continui a investire e che si creino le strutture per far lavorare e crescere i giovani. Un'eventuale salto di categoria, inoltre, darebbe un'ulteriore spinta anche a possibili plusvalenze».
Che cosa si augura per il futuro del Teramo?
«Spero che il territorio possa dare una mano concreta a Iachini. Il presidente sta facendo tanto e se sentirà la vicinanza del mondo imprenditoriale e istituzionale può fare calcio per dieci anni. Mi auguro, per gratificare l'impegno di Iachini, che ci sia anche la riforma della serie C».
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

