Di Rocco: dopo il sogno della A a 20 anni ricomincio da Pineto

18 Ottobre 2017

Dai campi della parrocchia al Pescara, prima del salto in serie A con l'Atalanta.Sembrava l'inizio di una grande carriera e invece l'esperienza nella Primavera della Dea non è andata come sperava....

Dai campi della parrocchia al Pescara, prima del salto in serie A con l'Atalanta.
Sembrava l'inizio di una grande carriera e invece l'esperienza nella Primavera della Dea non è andata come sperava. Ora Denis Di Rocco, pescarese doc, cerca il rilancio a Pineto. L'attaccante scuola Pescara ha deciso di ripartire dalla serie D, per ritentare la scalata al calcio che conta. Finora cinque presenze e zero gol con la squadra di Amaolo, ma ha bisogno ancora di tempo per ritrovare la condizione, perché è arrivato a campionato in corso. Una cosa è certa: di talento, il 20enne, cresciuto nel quartiere San Donato, ne ha da vendere.
Ha iniziato a giocare a otto anni da difensore centrale, sui campi di cemento con la squadra della sua parrocchia, la Beato Nunzio Sulprizio. Poi il passaggio alla Delfino Flacco Porto, dove le sue qualità non passano inosservate al dirigente Vincenzo Pignoli, che gli organizza un provino con il Pescara. Di Rocco viene preso e inizia la lunga trafila nel settore giovanile biancazzurro, partendo dagli Esordienti e arrivando in prima squadra. Di allenatori ne ha avuti tanti, ma due sono stati decisivi per la sua crescita.
«Pierluigi Iervese mi ha forgiato caratterialmente negli Allievi nazionali», racconta Di Rocco, «per me è stato fondamentale anche fuori dal campo e mi ha insegnato ad avere una mentalità vincente. Con lui ho vissuto un anno bellissimo, segnando otto gol. Devo tanto anche a Massimo Oddo, che mi ha lanciato nella Primavera (nove gol in 25 presenze, ndc) e convocato con la prima squadra a Bologna, nei play off di serie B. L'anno successivo, dovevo iniziare il ritiro con la prima squadra, ma poi è arrivata la chiamata dell'Atalanta». Impossibile dire di no: Di Rocco firma un quadriennale con il club nerazzurro e viene aggregato alla Primavera. Per lui si aprono le porte di Zingonia, il centro sportivo della Dea, il laboratorio di talenti che ha lanciato Conti, Caldara e Gagliardini.
«Lì ho scoperto un nuovo mondo. La prima cosa che mi ha colpito è l'organizzazione. Poi allenarsi con Gomez, Borriello e Pinilla è stato un sogno. Feci anche gol in una partitella del giovedì con la prima squadra. A Bergamo è tutto fantastico, ma se potessi tornare indietro non rifarei quella scelta: lasciare Pescara è stato un grosso errore, perché qui puntavano su di me ed ero il pupillo di Oddo e Sebastiani».
Un anno senza brillare nella Primavera nerazzurra di Bonacina e poi il prestito in C a Forlì, dove è stato tormentato dalla pubalgia. Il resto è storia recente: un mese fa, ha rescisso il contratto con l'Atalanta e ha firmato con il Pineto. «Mi gioco le ultime carte. L'obiettivo è fare bene in D per avere un'altra opportunità nei professionisti». La sfida è appena iniziata: Di Rocco ha ancora tempo e voglia di dimostrare il suo valore.
Giammarco Giardini
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