Dieta e rituali, i segreti di Luna Rossa

15 Marzo 2021

Nobili, grinder del team italiano, racconta abitudini di un velista a bordo dell’Ac75: «Gli allenamenti più tosti delle gare»

AUCKLAND. Muscoli e cervello. Per essere a bordo di Luna Rossa - impegnata in finale di Coppa America con New Zealand - non basta essere dotati di forza e resistenza fuori dal comune. Bisogna anche avere la visione complessiva di quello che accade intorno.
Gilberto Nobili, grinder e operations manager del team, racconta abitudini, rituali e segreti della giornata tipo di un velista dell’Ac75 italiano di Coppa America. «Fondamentalmente mi occupo della pianificazione sul medio e lungo termine di tutto il team, confrontandomi con Max Sirena (lo skipper) e Horacio Carabelli (coordinatore del team progettuale)», spiega l’ex canoista fluviale approdato in Luna Rossa nel 2003. «Decido il programma dei vari dipartimenti e le riunioni giornaliere, valuto quando varare gli scafi, se uscire in allenamento».
La giornata tipo. «Durante le regate, considerando che le partenze sono abbastanza tardi, tra le 16 e le 17 ora locale, lo shore team arriva alla base alle 8 per pesare e varare la barca (si impiegano 3 ore per metterla in acqua e 2 per alarla) e il sailing team lo raggiunge alle 10», spiega Nobili.
«Facciamo attivazione muscolare, colazione e poi via al dipartimento di riferimento: su mia indicazione, ognuno ha scelto un aspetto della barca sul quale specializzarsi; così, prima di scendere in mare, passa dal reparto di competenza per gli aggiornamenti. La giornata off si svolge sostanzialmente nello stesso modo, è solo più faticosa. Tutti pensano che le regate siano particolarmente stressanti, in realtà si tratta di uno sforzo intenso, ma breve (due regate di 20-25 minuti ciascuna), mentre durante gli allenamenti siamo operativi dalle 7 alle 18 e facciamo 6 sessioni di 15 o 20 minuti in mare: il doppio».
La dieta. Una fatica, fisica e mentale, che richiede tra le 4.000 e le 5.000 calorie al giorno.
Cosa mangiano i velisti? A metà tra quella paleolitica (a base di carne, bacche, miele, tuberi, semi e altri prodotti reperibili all’epoca) e la cosiddetta “40-30-30” (40% di carboidrati e 30%, rispettivamente, di proteine e grassi), Nobili ha proposto una dieta mediterranea (a base di pasta, parmigiano e tante verdure) dove condimenti e zuccheri sono ridotti al minimo.
«Non abbiamo voluto un dietologo che ci imponesse cosa mangiare. A bordo ci sono atleti professionisti che provengono da sport diversi, come il ciclismo, il nuoto e il canottaggio, con una loro impostazione alimentare che sarebbe assurdo stravolgere: alcuni, ad esempio, si rifiutano di mangiare l’insalata».
La velocità delle barche. Luna Rossa e Te Rehutai sono vere F1 del mare. Del resto, sono le massime espressioni tecniche della vela e dell’automobilismo: hanno i migliori progettisti e ingegneri, le aziende più specializzate e i budget più alti fondamentali, soprattutto, per ricerca e sviluppo. «La grande differenza fra chi, come me, nel 1992 prese parte all’America’s Cup e i giorni nostri, è che noi ricevevamo tanti fax, come segno d’incoraggiamento dai nostri tifosi», dice Max Procopio, ex componente del memorabile equipaggio del Moro di Venezia, che nel 1992 vinse la Louis Vuitton Cup. «A parte tutto, oggi sono cambiate le velocità delle barche. Per il resto, lo schema del match race rimane quello. Una volta che hai vinto la partenza, il tuo compito è di controllare l'avversario».
Paride Di Noia