Difesa alta e fuorigioco: Zdenek si affida a Brosco

Dopo 12 anni il centrale ritrova il tecnico con cui vinse la B nella stagione 2011-12 C’è fermento nella tifoseria: si potrebbe raggiungere quota 4.000 spettatori
PESCARA . Nell’estate del 2011 Riccardo Brosco aveva da poco terminato l’esperienza in B nella Triestina e il ds biancazzurro Daniele Delli Carri lo portò alla corte di Zdenek Zeman dal Parma che, nel frattempo lo aveva acquistato dalla Roma, club in cui è cresciuto. E alla fine della stagione per il difensore arrivò la prima gioia della carriera. Insieme a Verratti, Insigne e Immobile conquistò l’indimenticabile promozione in serie A. Ora, a quasi dodici anni di distanza, Brosco ritrova uno dei primi maestri. Contro la Juve Stabia inizia la nuova avventura con l’allenatore boemo. Brosco ha il vantaggio di conoscere già i concetti indispensabili per guidare la retroguardia. C’è curiosità di vedere all’opera la squadra, in particolare ci si chiede se già oggi in campo sarà possibile vedere qualche sprazzo della filosofia del boemo che, ovviamente, coinvolge anche i difensori centrali. Quest’ultimi, infatti, hanno il compito di tenere alta la linea e, di conseguenza, il baricentro. Inoltre bisognerà capire se e in quale modalità verrà utilizzata la tattica del fuorigioco, tipica del calcio zemaniano. Dunque, in attesa che i compagni di reparto memorizzino i movimenti e gli automatismi del 4-3-3 di Zeman, sarà Brosco il punto di riferimento. In realtà, lo è stato anche sotto la gestione di Alberto Colombo. Finora, infatti, Brosco ha saltato solo tre partite (Cerignola e Potenza per squalifica, Viterbese a causa di un infortunio). Per il resto, dopo la prima giornata contro l’Avellino, quando entrò nel finale perché aveva firmato da pochi giorni, il 32enne romano ha sempre guidato la difesa. In totale 26 presenze (1 gol) e 2.190’ giocati, dopo Tommaso Cancellotti (29 gare e 2.489’ in campo) è lui il calciatore più impiegato della rosa biancazzurra.
La prevendita. Il ritorno di Zeman sulla panchina del Pescara ha avuto un forte effetto mediatico, ma per rivedere il grande pubblico all’Adriatico bisognerà attendere. Si sa, ai tifosi pescaresi basta poco per accendersi. Conteranno soprattutto i risultati, ma anche il bel gioco. E il boemo spera di centrare entrambi gli obiettivi. Oggi ci si dovrà accontentare di un discreto aumento rispetto alle partite precedenti. Ieri sera, ad esempio, era stato già superato il dato relativo alla gara contro il Giugliano (2.614 spettatori) grazie ai circa 1.300 biglietti venduti che vanno sommati ai 1.367 abbonati. Insomma, per ora nessun pienone, ma di sicuro la cornice di pubblico sarà più interessante. I più ottimisti pensano di raggiungere quota 4.000 presenze: sarebbe un bell’inizio, sperando che lo Zeman ter inizi con il piede giusto. «Penso di dover dare ancora qualcosa ai pescaresi», ha detto boemo durante la presentazione. «Qui l'ambiente è sempre abbastanza concentrato sulla squadra. Tocca a noi riportare i tifosi all'Adriatico e mi auguro che ci siano vicini. Vorrei rivedere l’entusiasmo di 12 anni fa».
Giovanni Tontodonati
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