Dimarco-gol, la Juve s’inchina: l’Inter è in finale di Coppa Italia

I nerazzurri il 24 maggio a Roma contro la vincente di Fiorentina-Cremonese in programma stasera Inzaghi raggiante: «Grande partita, qualificazione meritata». Allegri: «Abbiamo tirato poco in porta»
INTER1
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INTER (3-5-2): Onana 6.5; Darmian 6, Acerbi 6, Bastoni 6; Dumfries 6.5, Barella 6.5 (23’ Brozovic 6), Calhanoglu 6 ( 37’ st Gagliardini sv), Mkhitaryan 5.5, Dimarco 7 ( 33’ st Gosens 6); Dzeko 6 (23’ Lukaku 6), Lautaro 5.5 ( 33’ st Correa 6). A disp: Cordaz, Botis, De Vrij, Bellanova, Asllani, D’Ambrosio, Carboni, Zanotti. Allenatore: Inzaghi.
JUVENTUS (3-5-1-1): Perin 6.5; Alex Sandro 6, Bonucci 6 (23’ st Danilo 6), Bremer 5.5; De Sciglio 6, Miretti 6.5 (34’ st Pogba 6), Locatelli 5.5 (18’ Paredes 6), Rabiot 5.5, Kostic 5.5 (1’ st Milik 6); Di Maria 6, Chiesa 5.5. A disp: Szczesny, Pinsoglio, Gatti, Rugani, Soule, Iling-Junior, Fagioli. Allenatore: Allegri.
Arbitro: Doveri di Roma.
Rete: 15’ pt Dimarco.
Note: 75.000 spettatori circa. Ammoniti Locatelli e Mkhitaryan. Angoli 3-3.
MILANO
Basta una zampata di Dimarco per mandare l'Inter in finale di Coppa Italia: è dell'esterno cuore nerazzurro il gol che permette alla squadra di Simone Inzaghi di battere la Juventus - dopo l’1-1 dell’andata - e arrivare per la seconda stagione consecutiva all'ultimo atto della coppa nazionale. Una prestazione di sostanza per l'Inter, che si prepara al meglio al rush finale di una annata in cui il futuro è ancora tutto da scrivere, tra semifinale di Champions contro il Milan, rincorsa al quarto posto e, appunto, la caccia alla seconda Coppa Italia di fila. Alla Juventus resta la delusione di una prestazione sottotono, anche alla luce delle assenze che tolgono diverse opzioni offensive ad Allegri, ma, in attesa delle decisioni a livello di giustizia sportiva («esclusione dalle coppe? Solo indiscrezioni, nessuna novità» ha spiegato nel pre-partita il cfo Calvo), per i bianconeri ora la testa andrà all'Europa League e al mantenere la posizione in zona Champions in campionato. Spinta dagli oltre 75mila di San Siro (con 4,1 milioni di incasso dal botteghino, record per la Coppa Italia, finali escluse), l'Inter parte forte trascinata dai suoi leader. Così i padroni di di casa passano: imbucata di Barella per Dimarco (tenuto in gioco ingenuamente da Kostic), mancino sporco che spiazza Perin regalando il vantaggio agli uomini di Inzaghi. La reazione bianconera è tutta in una conclusione dal limite di Kostic respinta da Onana. Tra i nerazzurri il più pericoloso rimane Lautaro Martinez, che impegna ancora Perin poco prima dell'intervallo con un mancino. Nella ripresa Allegri rimescola le carte, abbandonando la difesa a tre e puntando su Milik centravanti affiancato da Chiesa e Di Maria. Dzeko trova e il raddoppio ma partendo da posizione di fuorigioco e l'arbitro annulla. I nerazzurri si chiudono e ripartono bene. Serve Perin a tenere i bianconeri in partita grazie a un super intervento su una conclusione ravvicinata di Mkhitaryan. Inzaghi è costretto a sostituire Calhanoglu per un problema muscolare, mentre Allegri si gioca anche la carta Pogba nel finale. Il francese è però ben lontano dalla forma migliore, tanto che la porta di Onana non corre pericolosi se non per una precisa uscita del portiere nerazzurro su Chiesa. A fare festa è così l'Inter, con San Siro che si prepara all'euroderby chiudendo la serata con il classico «chi non salta milanista è» che fa già tremare il Meazza. «Primo tempo da addormentati. Siamo mancati in avanti, abbiamo tirato poco in porta», il commento di Allegri. «Grande partita, qualificazione meritata nell’arco dei 180’» secondo Simone Inzaghi. Il 24 maggio la finale all’Olimpico. Stasera l’altra semifinale di ritorno tra Fiorentina e Cremonese (alle ore 21 diretta tv su Canale 5) con i viola vittoriosi all’andata 2-0.
Angelo Caradonna
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INTER (3-5-2): Onana 6.5; Darmian 6, Acerbi 6, Bastoni 6; Dumfries 6.5, Barella 6.5 (23’ Brozovic 6), Calhanoglu 6 ( 37’ st Gagliardini sv), Mkhitaryan 5.5, Dimarco 7 ( 33’ st Gosens 6); Dzeko 6 (23’ Lukaku 6), Lautaro 5.5 ( 33’ st Correa 6). A disp: Cordaz, Botis, De Vrij, Bellanova, Asllani, D’Ambrosio, Carboni, Zanotti. Allenatore: Inzaghi.
JUVENTUS (3-5-1-1): Perin 6.5; Alex Sandro 6, Bonucci 6 (23’ st Danilo 6), Bremer 5.5; De Sciglio 6, Miretti 6.5 (34’ st Pogba 6), Locatelli 5.5 (18’ Paredes 6), Rabiot 5.5, Kostic 5.5 (1’ st Milik 6); Di Maria 6, Chiesa 5.5. A disp: Szczesny, Pinsoglio, Gatti, Rugani, Soule, Iling-Junior, Fagioli. Allenatore: Allegri.
Arbitro: Doveri di Roma.
Rete: 15’ pt Dimarco.
Note: 75.000 spettatori circa. Ammoniti Locatelli e Mkhitaryan. Angoli 3-3.
MILANO
Basta una zampata di Dimarco per mandare l'Inter in finale di Coppa Italia: è dell'esterno cuore nerazzurro il gol che permette alla squadra di Simone Inzaghi di battere la Juventus - dopo l’1-1 dell’andata - e arrivare per la seconda stagione consecutiva all'ultimo atto della coppa nazionale. Una prestazione di sostanza per l'Inter, che si prepara al meglio al rush finale di una annata in cui il futuro è ancora tutto da scrivere, tra semifinale di Champions contro il Milan, rincorsa al quarto posto e, appunto, la caccia alla seconda Coppa Italia di fila. Alla Juventus resta la delusione di una prestazione sottotono, anche alla luce delle assenze che tolgono diverse opzioni offensive ad Allegri, ma, in attesa delle decisioni a livello di giustizia sportiva («esclusione dalle coppe? Solo indiscrezioni, nessuna novità» ha spiegato nel pre-partita il cfo Calvo), per i bianconeri ora la testa andrà all'Europa League e al mantenere la posizione in zona Champions in campionato. Spinta dagli oltre 75mila di San Siro (con 4,1 milioni di incasso dal botteghino, record per la Coppa Italia, finali escluse), l'Inter parte forte trascinata dai suoi leader. Così i padroni di di casa passano: imbucata di Barella per Dimarco (tenuto in gioco ingenuamente da Kostic), mancino sporco che spiazza Perin regalando il vantaggio agli uomini di Inzaghi. La reazione bianconera è tutta in una conclusione dal limite di Kostic respinta da Onana. Tra i nerazzurri il più pericoloso rimane Lautaro Martinez, che impegna ancora Perin poco prima dell'intervallo con un mancino. Nella ripresa Allegri rimescola le carte, abbandonando la difesa a tre e puntando su Milik centravanti affiancato da Chiesa e Di Maria. Dzeko trova e il raddoppio ma partendo da posizione di fuorigioco e l'arbitro annulla. I nerazzurri si chiudono e ripartono bene. Serve Perin a tenere i bianconeri in partita grazie a un super intervento su una conclusione ravvicinata di Mkhitaryan. Inzaghi è costretto a sostituire Calhanoglu per un problema muscolare, mentre Allegri si gioca anche la carta Pogba nel finale. Il francese è però ben lontano dalla forma migliore, tanto che la porta di Onana non corre pericolosi se non per una precisa uscita del portiere nerazzurro su Chiesa. A fare festa è così l'Inter, con San Siro che si prepara all'euroderby chiudendo la serata con il classico «chi non salta milanista è» che fa già tremare il Meazza. «Primo tempo da addormentati. Siamo mancati in avanti, abbiamo tirato poco in porta», il commento di Allegri. «Grande partita, qualificazione meritata nell’arco dei 180’» secondo Simone Inzaghi. Il 24 maggio la finale all’Olimpico. Stasera l’altra semifinale di ritorno tra Fiorentina e Cremonese (alle ore 21 diretta tv su Canale 5) con i viola vittoriosi all’andata 2-0.
Angelo Caradonna

