DITTATURA IBERICA MA LA JUVE È AL TOP

5 Giugno 2017

La notte di Cardiff ha confermato due dati di fatto: che il calcio spagnolo continua a dettare legge in Europa e che Cristiano Ronaldo è il più forte giocatore al mondo. Sì, oggi è più forte di Messi....

La notte di Cardiff ha confermato due dati di fatto: che il calcio spagnolo continua a dettare legge in Europa e che Cristiano Ronaldo è il più forte giocatore al mondo. Sì, oggi è più forte di Messi. E proprio i due campioni che si sono aggiudicati le ultime nove edizioni del Pallone d’oro hanno trascinato il Real Madrid e il Barcellona alla conquista della Champions dal 2014 ad oggi; due trionfi a testa. La supremazia del calcio iberico si misura anche con l’Atletico arrivato due volte in finale e con il Siviglia che ha fatto incetta di Europa League. Maurizio Sarri direbbe che la differenza nel fatturato è decisiva. Non a caso Real e Barça hanno quelli tra i più alti in assoluto. In questo contesto si inserisce la nuova dimensione europea della Juventus: due finali di Champions negli ultimi tre anni e in precedenza una semifinale di Europa League. Un’ascesa che mette le radici nella netta supremazia esercitata in Italia. Altro dato di fatto è la maledizione delle finali Champions: se ne perdi sette su nove di cui le ultime quattro disputate un problema c’è. A Cardiff il crollo nella ripresa è stato palese. Nervoso oltre che atletico. Qualche segnale era emerso nell’ultimo mese, dopo aver eliminato il Barcellona. Però, i bianconeri erano riusciti a gestire il vantaggio in campionato e le risorse per arrivare a Cardiff e per alzare la coppa Italia. A livello mentale non ha retto l’urto di un Real Madrid che ha vinto con merito la sua dodicesima coppa dei Campioni/Champions League. Più freschi mentalmente gli uomini di Zidane che hanno una rosa più profonda della Juve, basti pensare a James Rodriguez pagato 80 milioni nel 2014 e finito in tribuna sabato sera. Allegri ha meno ricambi ad alti livelli e per arrivare fino in fondo alla 57ª partita stagionale ha spremuto i suoi uomini migliori. Che a un passo dal traguardo sono scoppiati. Detto ciò, resta lo spessore di questa Juve che in due degli ultimi tre anni ha sfiorato il Triplete. Agli archivi va un’altra stagione ricca di successi, ma non eccezionale in cui Allegri ha confermato di essere un valore aggiunto. Se poi non aver conquistato tutto diventa il pretesto per fare processi è un altro discorso. Basta guardarsi attorno in Italia per rendersi conto dello spessore del ciclo bianconero.
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