Djokovic domina al Foro Italico È lui il re di Roma

Supera Federer in due set e vince il quarto titolo Sarà l’uomo da battere anche al Roland Garros
ROMA. Un saluto in grande stile. Così gli Internazionali Bnl hanno chiuso l’edizione 2015: che domenica è stata. Sorrisi per Maria Sharapova e Novak Djokovic, ma applausi a scena aperta per Carla Suarez Navarro e Roger Federer. Certo, Roma non sarà uno Slam, ma in quanto a fascino ed emozione non è davvero seconda a nessuno. Altrimenti una tipa come Maria Sharapova mica si spingerebbe a dire (non parla mai a caso): «Questo paese è molto speciale per me. Questo torneo mi riporta indietro nei ricordi perché sognavo di giocarlo fin da bambina quando muovevo i primi passi nel tennis», giusto dopo averlo vinto per la terza volta dopo una battaglia feroce contro la spagnola, che l’ha costretta a rimontare furiosamente, a prenderla per sfinimento fisico.
E, tanto per continuare, non si sarebbero dati le botte che si son dati il numero uno e due del mondo Djokovic e Federer a suon di dritti e di rovesci (ma anche servizi, smash e volèe), pur di conquistare il trofeo tra gli sguardi increduli e ammirati di chi ha visto il match, dal vivo o in tv.
Semplicemente Roma, insomma. Una domenica e dieci giorni di grande tennis, nonostante i disservizi dei mezzi pubblici (vedi lo sciopero di venerdì) o le micro dimensioni del Centrale (10mila posti invece dei 15mila del progetto originario) e le incomprensioni delle istituzioni (vedi Comune di Roma) che non aiutano un torneo che non potrebbe essere più internazionale (mondiale è più corretto?) di così, tanto da far pronunciare a Binaghi, presidente della Federtennis odiato dagli amanti dei biglietti omaggio, la parola "trasferimento". A Fiumicino, dove vorrebbe (potrebbe) portare tutta la casa del tennis italiano (trenta campi, centro federale, uffici e altri accessori). Peccato che certe istituzioni non capiscano. Perché lo spettacolo di sport, non solo di tennis, offerto ieri da Maria Sharapova e Carla Suarez Navarro prima, e da Djokovic e Federer dopo, hanno posto un “The End” magico, una firma indelebile. Uno spot per l’Italia, un messaggio positivo al mondo.
Chi sa di tennis, chi ama il tennis, ha seguito con passione questo evento, gustandosi - come finale - prima la lotta tra le due ragazze e poi quella tra i grandi rivali. Qui ha prevalso la legge del numero uno, quella di Djokovic. Che ha un segreto: farsi trovare preparato al momento giusto, sempre. Alcuni si sono stupiti del fatto che ieri abbia giocato perfettamente, segno che non hanno mai fatto caso, storicamente, alle prestazioni del serbo.
Djokovic si è confermato re di Roma, ma anche re del mondo. Quest’anno ha perso solo da Karlovic - al primo torneo dell’anno, quello di riscaldamento - e da Federer a Dubai: una distrazione dopo il trionfo australiano. Per il resto ha vinto tutto, ha vinto sempre. Si avvia verso il Roland Garros da assoluto favorito, sebbene Nadal - quando si gioca al meglio dei cinque set - sia un osso duro, e gli ultimi dieci anni non si dimenticano, come lo stesso Federer ha detto. Peccato per lui: Roma lo vorrebbe disperatamente nell’albo d’oro ma, alla quarta finale persa, viene da pensare che sarà davvero difficile vedere la sua foto nella galleria dei campioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

