Djokovic rallenta Federer stende anche Berdych

Il serbo costretto al terzo set da Nishikori L’elvetico avanti senza sforzi. Oggi le semifinali
ROMA. E se fosse l’anno di Federer? La sua volta buona a Roma? È un quesito che piace a tutti gli appassionati di tennis. È la speranza segreta degli organizzatori, quella di poter inserire la foto del grande svizzero nella galleria che conduce al Centrale, galleria che è affrescata solo dalle foto dei vincitori.
Non è detto, non è scontato e non è automatico. Ma Federer è in semifinale, e la giocherà di sera: vuol dire condizioni migliori per uno come lui, che non dovrà soffrire il caldo e potrà dar libero sfogo alle sue accelerazioni. Poi, in caso positivo, dovrà pur sempre affrontare una finale. Ma, e questo lo si può dire sin da adesso, avere eventualmente Federer in finale sarebbe come rivivere la finale del 1976, con Panatta in campo: ogni spettatore del Centrale domani non avrà sentimenti che per lui.
Sono discorsi prematuri, certo. Ma Roma può vantarsi di averlo fino alla fine, nell’anno in cui Federer aveva deciso di non esserci per accontentare Istanbul e Madrid e rifiatare verso Parigi. Invece, grazie alla sconfitta prematura (a Madrid) contro Kyrgios, ha deciso di virare verso la Città Eterna. E ora, dopo essersi liberato di Berdych, può pensare di riprendersi quello che nel 2003 Mantilla gli tolse.
Ad ogni modo il venerdì romano è stato il giorno più fresco della settimana, aperto prima da una notizia, bella, che Bnl e Coni hanno annunciato: sostenere le idee d’impresa di atleti a fine carriera ed ex atleti, con ulteriori borse di studio per giovani sportivi e sostegno in termini di finanziamento per famiglie le cui spese sono destinate all’attività sportiva.
Poi, alle 12, il derby romeno tra Halep e Dulgheru: la prima ha vinto l’onore di essere in campo in questo weekend davanti al proprio capo di Stato in visita ufficiale a Roma. È stato l’antipasto, perché tutti attendevano i due match successivi, Federer-Berdych e Djokovic-Nishikori.
La prima partita s’è risolta più rapidamente del previsto, e senza particolari guai per lo svizzero che, con un doppio 6-4, s’è involato negli spogliatoi per un maggiore ristoro. Berdych, chissà, aveva ancora nelle gambe le tossine della dura battaglia di giovedì contro Fabio Fognini e non è riuscito ad opporsi più di tanto.
Più interessante, e molto più equilibrata, la seconda sfida: Djokovic ha iniziato con un’accelerazione bruciante, 3-0 e Nishikori costretto immediatamente alla rincorsa. Il break iniziale decide il primo set, sono vani i tentativi del giapponese di rientrare in partita. Il numero uno del mondo chiude in trentotto minuti 6-3. I più ritengono che il discorso sia chiuso, con Djokovic ormai avanti: non conoscono evidentemente Nishikori. Orgogliosamente, e prepotentemente, aggredisce il secondo set e sorprende il serbo che accusa un momento di calo. Nishikori, ottenuto il break, lo difende senza problemi e porta il match al terzo set. Ma non si è leader del mondo per diritto di nascita, e Nole Djokovic lo ribadisce con il perentorio avvio del set finale: prende subito il servizio all’avversario e lascia le briciole a Nishikori, esattamente solo un game.
Resta il favorito, Djokovic, ma non sta giocando al massimo. Per questo la domanda è sorta spontanea: vuoi vedere che Federer fa il colpaccio?
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