Dopo 20 anni c’è la Lazio in vetta

1 Marzo 2020

Biancocelesti irresistibili: anche il Bologna s’inchina. Il Napoli prosegue la risalita, Torino a picco

ROMA. La lotta scudetto ai tempi del coronavirus agita tutti, non la Lazio. La squadra di Simone Inzaghi, a suon di risultati, riesce a spezzare il filo sottile che divide la necessità dal caos dei rinvii e battendo anche il Bologna (2-0) in un solo tempo, sale sul tetto della serie A. Una sensazione inebriante, anche perché, nel girone di ritorno, non accadeva dal 14 maggio 2000, giorno della conquista del secondo scudetto. Scaramanzia permettendo, la striscia record e i richiami al passato vincente lanciano sempre di più questa Lazio. Nell'unica partita 'normale’, giorno e ora previsti, pubblico sugli spalti e il solito frastuono festoso che colora gli stadi, bastano una ventina di minuti alla Lazio per lanciare l'ennesimo segnale inequivocabile al campionato. Luis Alberto e Correa, non Immobile però, marcano i gol del primato, che torna in mano alla Lazio dopo due decenni di tribolazioni. Il Bologna si presenta all'Olimpico ed esibisce subito il proprio totem Sinisa Mihajlovic che, dalle parti dell'Olimpico - in particolare sulla sponda biancoceleste - è amato come pochi. Il giro sotto la curva nord e la relativa standing ovation fanno da apripista a una partita che comincia e finisce nel giro di poco. Perché la Lazio parte a tutta e crea palle-gol a ripetizione: Luis Alberto distilla perle di bel calcio e, dopo un paio di tentativi, fa centro. Questa volta il suggeritore è Immobile, proprio l'uomo al quale lo spagnolo serve assist in serie. Il 'mago’ al 18' riceve, controlla e batte rasorerra Skorupski per l'1-0. In mezzo una paratona di Strakosha su Soriano. Al 21', quindi, Correa insacca il 2-0, complice una deviazione di Danilo che mette fuori causa Skorupski. Sembra finita e invece il Bologna prova ad andare oltre i propri limiti, riuscendovi un paio di occasioni quando segna prima con Denswill e poi con Tomiyasu, ma in entrambi i casi i gol sono stati annullati al Var per irregolarità.
La festa si consuma sulle note di un famoso brano techno di Gala, che canta 'Freedom my desire’: che sia un «desiderio» di scudetto, ormai, lo si è capito almeno da una ventina di partite senza sconfitta. Comanda Simone Inzaghi in serie A, in B il fratello Filippo da tempo guarda tutti dall’alto in basso.
Adolfo Fantaccini