Dopo la cinquina la difesa finisce sotto accusa
Pure il veterano Amenta nel mirino Diomede: «Non sono preoccupato»
LANCIANO. Uno schiaffo in pieno volto. È quello ricevuto sabato scorso dalla Virtus Lanciano. Che opposta al neopromosso Frosinone, ha rimediato un pesante passivo. Cinque le reti patite al Biondi dai rossoneri: mai accaduto in B, mentre per trovare un punteggio analogo, sempre sotto la gestione Maio, bisogna tornare indietro di qualche anno, ovvero al dicembre 2009, quando fu la Reggiana a travolgere a domicilio i frentani (costretti però in 10 per l'intera ripresa, complice l'espulsione del portiere Chiodini), all'epoca allenati da Dino Pagliari. Di quella squadra vi sono ad oggi due superstiti: il tuttofare Di Cecco (sabato rimasto in panca per l'intero incontro) ed il terzino sinistro Mammarella, in campo invece dall'inizio alla fine. Il capitano, al termine dell'umiliante ko, si è regolarmente presentato in sala stampa. Un'assunzione di responsabilità che gli fa onore, anche se alla fine contano, come sempre, i fatti. Ed i fatti dicono che la Virtus attuale, pur avendo sin qui accumulato 5 punti in 4 gare, ha subito ben 9 reti in 360' e spiccioli. Più di 2 ad incontro, che ne fanno la seconda peggiore difesa (dietro al Varese) del girone. E se si considera che in un'occasione (contro il Modena, ovvero in concomitanza con l'unico successo ottenuto ad oggi dai frentani) la retroguardia frentana è rimasta imbattuta, se ne deduce che le 9 reti sono state subite in appena 3 gare. Troppe, soprattutto se si fa il raffronto con la stagione precedente, nella quale il pacchetto arretrato della Virtus si era a lungo segnalato uno dei più ermetici della categoria. Ovviamente si tratta di semplici connotazioni statistiche. Destinate, in quanto tali, a lasciare il tempo che trovano, ma pur sempre indicative, visto che la frequenza con cui la difesa frentana prende gol quest'anno deve comunque far riflettere in prospettiva. Una difesa nella quale, complice l'infortunio lampo occorso a Ferrario, ritrovava posto, per la prima volta in stagione, Amenta. Il centrale goleador, alla vigilia indicato tra i probabili titolari, non è stato però all'altezza della situazione, avendo sulla coscienza almeno un paio delle cinque reti subite. «Discutere un giocatore come Federico è la fine del calcio», lo difende a spada tratta il team manager della Virtus Cicci Diomede, che preferisce allargare il discorso a tutto il gruppo. «Quando si perde nel modo in cui si è perso col Frosinone», spiega, «è sbagliato, secondo me, prendersela con un singolo giocatore. Le colpe cioè vanno equamente divise tra tutti gli elementi scesi in campo, e quanto ad Amenta, qualche indecisione di troppo non cancella di certo il suo valore». Preoccupato? «Affatto. È ovvio che simili prestazioni non vanno ripetute, per cui sarà bene tenere a mente gli errori commessi. Ma così come non eravamo dei fenomeni fino a venerdì scorso, ora non siamo diventati brocchi. E a chi sostiene che siamo da play off», conclude Diomede, «ribadisco per l'ennesima volta che la nostra è una squadra che deve come prima cosa salvarsi, per cui i voli pindarici preferiamo lasciarli agli altri».
Stefano De Cristofaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

