Due mesi tra incubo e crisi: biancazzurri in confusione

Sebastiani rinnova la fiducia al tecnico, ma sabato sarà d’obbligo battere il Como Affaticamento muscolare per Campagnaro: è in dubbio. Zampano squalificato
PESCARA. Due mesi vissuti dentro un incubo. Due mesi senza uno straccio di una vittoria: appena tre punti in nove partite. Dal sogno della serie A diretta fino a ad essere estromesso dalla zona play off. Il Pescara non riesce a capacitarsi di che cosa gli sia accaduto dopo la partita vinta 3-1 contro il Bari il 30 gennaio scorso. Ormai si è smarrito.
Ha perso identità di gioco e di squadra, oltre a cinque partite di fila. Nemmeno il ritorno di Hugo Campagnaro nelle retrovie è bastato a invertire la rotta. Anche se va detto che sabato a Terni il pacchetto arretrato si è ben disimpegnato e la presenza dell’argentino in campo si è fatta sentire. Oddo cerca di mettere toppe a un Pescara in caduta libera. Che perde anche quando non merita. Fino a qualche mese fa ogni mossa del tecnico pescarese veniva equiparata a una genialata, visti i risultati; ora, invece, non gli riesce niente. Ed è finito anche lui sotto processo – insieme alla dirigenza e ai giocatori – vuoi per il passaggio alla difesa a tre durante il secondo tempo vuoi per l’aver insistito fino al 90’ su un Cocco imbarazzante.
I tifosi biancazzurri ce l’hanno anche con l’ex terzino della Lazio, accusato di aver perso la bussola della squadra. Ha cambiato tanto negli ultimi due mesi nella speranza di riprendere la retta via. Ma non è bastato.
Più verosimilmente, si può dire che il Pescara ha la sua forza nell’undici titolare. E che quando iniziano a mancare diversi giocatori va in affanno. L’assenza di Campagnaro (a proposito, nuovo affaticamento muscolare, è in dubbio) è stata una tegola di non poco conto. Le incertezze nelle retrovie hanno fatto perdere sicurezza a una squadra che giocava a memoria. E che ora fatica a riannodare i fili del gioco. Massimo Oddo ha cambiato giocatori, moduli, ha portato il Pescara in ritiro. Le sta provando tutte, correndo il rischio di mandare in confusione il gruppo.
Il rapporto con la piazza è ai minimi storici. A nove giornate dalla fine non c’è più tempo da perdere. A partire dalla partita casalinga contro il Como di sabato (assente Zampano per squalifica). Il Pescara avrà tutto da perdere contro il fanalino di coda della serie B; avrà l’imperativo di tornare alla vittoria per restare agganciato al gruppo che si giocherà i play off. Sì, perché gli spareggi-promozione di fine stagione non possono sfuggire. Altrimenti sì che sarebbe un fallimento (calcistico, s’intende). Un’incompiuta da annali della storia.
Sabato, nel dopo partita del Liberati, Oddo non si è nascosto dietro un dito: «Se mi sento in discussione? Certo, ma per queste cose dovete rivolgervi alla società».
Che sarebbe il presidente Daniele Sebastiani il quale, però, a cambiare allenatore nemmeno pensa. Un’esperienza del genere l’ha vissuta un paio di anni fa quando cambiò Pasquale Marino, protagonista prima di una rincorsa verso le zone di vertice e poi di un crollo verticale. La sostituzione del tecnico siciliano non ha fruttato gli effetti sperati. Probabilmente, oggi, non avrebbe senso a questo punto della stagione cambiare la guida di una squadra che Oddo ha plasmato a sua immagine e somiglianza. E comunque Sebastiani – dopo la quinta sconfitta consecutiva – si è spinto oltre dicendo che se Oddo vuole può passare in sede per firmare il rinnovo del contratto. Una manifestazione di fiducia illimitata da ricambiare con un successo sabato contro il Como nella speranza di poter raddrizzare la stagione che ha preso davvero una brutta piega.
@roccocoletti1
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