E adesso Conte chiede rinforzi Champions Rivoluzione in arrivo?

La conferma dell’allenatore è legata agli acquisti Marotta blinda Pogba. In pole position Nani e Sanchez
TORINO. Scudetto e rivoluzione. Può sembrare paradossale dopo la vittoria del terzo titolo consecutivo, ma un grande cambiamento diventa fisiologico, analizzando il percorso compiuto dalla squadra di Conte: tre anni tanto vincenti quanto dispendiosi, sotto il profilo fisico e delle energie mentali.
Con lo storico tris tricolore, dunque, si è chiuso un ciclo condito da due Supercoppe italiane, i quarti di Champions League lo scorso anno e una semifinale di Europa League. Per proseguire il cammino è necessario un ampio rinnovamento: ne è consapevole la società, altrettanto il tecnico. Il nodo è stabilire l'equilibrio tra la visione dei dirigenti e quella di Conte.
Proprio il futuro dell'allenatore è il primo tassello da fissare. Stando al contratto, non dovrebbero esserci problemi: il legame è stabilito fino al 2015. Ma i dubbi ci sono. Il tecnico vorrebbe una rosa in grado di provare a coronare il sogno della Champions; il club intende naturalmente proseguire sulla strada di successi tracciata in questi anni, tenendo però d'occhio il bilancio. Conte rinnoverà? O resterà con il contratto in scadenza? O addirittura sceglierà un'esperienza all'estero? Ora si attende il confronto con la società.
«La Juventus ha compiuto un’impresa che va ascritta in primis all’allenatore, che ha portato una mentalità vincente fin dal primo giorno, dobbiamo tutto riconoscerlo», sono le prime parola del dg bianconero Giuseppe Marotta a sostegno della volontà di continuare con Conte. «Ma esiste anche una squadra invisibile», continua, «con componenti societarie che supportano la squadra tutti i giorni per raggiungere questo straordinario traguardo. Sapevamo che sarebbe stata una stagione difficile, ma nei campionati alla lunga i valori vengono fuori e vince sempre la squadra migliore. Nelle Coppe, invece, spesso ci sono anche altri fattori che incidono sull’esito finale».
Questione allenatore a parte, ci dovrebbero essere molte novità. Servono nuove energie e nuovi stimoli, che passano anche da una nuova frontiera tattica. Il 3-5-2 non scomparirà, ma verranno sperimentati altri sistemi di gioco come il 4-3-3. Servono uomini adatti. Con quali risorse?
L'impressione è che la strada dell'autofinanziamento sia quella più praticabile, attraverso la cessione di un campione. L'indiziato principale è Pogba per il quale è partita l'asta tra Real Madrid e Psg, pronti a mettere sul piatto anche 70 milioni; il Manchester City 40 più Dzeko. Accettare subito o fare catenaccio nel caso arrivasse un'offerta monstre? «È inimmaginabile una cessione di Pogba», risponde per ora Marotta.
In alternativa Guarin può tornare di moda, come Verratti, da far crescere al fianco di Pirlo, che resterà fino al 2016. Piacciono anche Candreva (Lazio) e Pereyra (Udinese). Con un modulo nuovo, si aprirebbe anche la caccia agli esterni offensivi.
Da Cuadrado a Nani, da Cerci a Lulic, fino ai sogni Di Maria e Lucas. In pole position, al momento, c'è Alexis Sanchez . In attacco, confermatissimi Tevez e Llorente, si stanno giocando la conferma Giovinco e Osvaldo; sicuri partenti Vucinic e Quagliarella. Oltre a Dzeko, piacciono Mandzukic, Van Persie e il giovane Morata. Altri talenti la Juve li ha già in comproprietà: uno tra Gabbiadini, Immobile, Berardi e Zaza può tornare. Servirà, poi, puntellare la difesa: Paletta e Ranocchia sono i nomi più validi. La rivoluzione della Juve scudettata è appena partita.

