E Giulio ora punta in alto: «Sto bene fisicamente, posso stare con i migliori»

Il teatino della Trek Segafredo nel gruppo di testa con i più forti «Non mi aspettavo di stare così in forma, adesso devo gestire le forze»
ASCOLI. Sul traguardo di San Giacomo, nel freddo della montagna che guarda Ascoli Piceno e che accarezza da vicino l’Abruzzo, il teatino Giulio Ciccone ha saputo riscaldare il cuore di tutti gli amanti del ciclismo fatto di scatti, di passione e di emozioni.
Prima all’attacco con Bettiol e Bardet, poi sornione in gruppo verso Colle San Marco e tremendamente efficace quando Egan Bernal ha lanciato l’affondo decisivo.
Da un lato qualche critica sempre più timida sulla condotta di gara troppo dispendiosa, dall’altro l’esaltazione per un corridore che esce dagli schemi e che con i suoi scatti regala quelle emozioni che computerini, watt e strategie stanno un po’ spegnando.
E gli scatti ripetuti nel finale dei big hanno consacrato Ciccone tra i fantastici quattro con Evenepoel, uno che a 19 anni si è già cucito addosso l’etichetta di fenomeno, Bernal che ha già vinto un Tour, e Dan Martin che con il passare degli anni si sta specializzando sempre più verso le corse a tappe.
E subito dopo il traguardo Giulio Ciccone si è fermato a parlare della tappa e del suo Giro. Con un volto sorridente e rilassato, come se non avesse fatto neanche un chilometro, analizza con lucidità la giornata.
Ciccone, che tappa è stata?
«Giornata fredda, forse ho sprecato un po’ di energie nella valle prima dell’ultima salita quando mi sono ritrovato davanti con Alberto Bettiol e Romain Bardet.
Mi sono fatto un po’ prendere dalla situazione, ho visto che si era rotto il gruppo. Forse in quella situazione ho sprecato un po’ troppo, ma alla fine sono arrivato con i migliori ed è la dimostrazione che in questo Giro la mia condizione è buona».
Ha dimostrato di poter lottare per le prime posizioni della classifica.
«Si, sto bene. Non me lo aspettavo. Il Girò però è appena iniziato, ci saranno tante tappe. Vedremo».
Ma è sicuro che non è qui per fare classifica?
«Io sono partito come jolly, per vincere qualche tappa e per essere di supporto a Nibali e alla squadra. Ma adesso sto trovando la mia condizione migliore e vedremo come gestirla.
Me la vivo serenamente, senza pressione. Rimane Vincenzo Nibali il nostro leader (ma dopo ieri qualcosa cambierà? ndc) e io voglio essere sempre a disposizione per la squadra».
Giulio e l’Abruzzo, un rapporto speciale. Che effetto le farà correre sulle strade di casa sua?
«Inutile negarlo, io sono legatissimo alla mia terra e sarà emozionante correre qui per qualche giorno. Campo Felice è un arrivo che potrebbe essere adatto alle mie caratteristiche. Ma come ho detto, vediamo giorno per giorno».
Giulio Ciccone saluta i cronisti, si infila un giacchetto e via in hotel per i massaggi e il meritato riposo.
Da oggi c’è l’Abruzzo che lo aspetta, non c’è tempo da perdere. E volete scommettere che sono in arrivo altre emozioni? (e.g.)

