E i tifosi al Curi gridano vergogna ai calciatori

21 Dicembre 2014

Pubblico biancazzurro insofferente: sui social network tutti contro Baroni L’allenatore: «Dopo il vantaggio la squadra ha smesso di giocare»

PERUGIA. Tifosi infuriati sul web e allo stadio. Sui social network è stato pesantemente preso di mira Marco Baroni. I sostenitori biancazzurri (circa 300) presenti al Curi, invece, non hanno gradito lo spettacolo offerto dal Pescara. Sul 2-1 per il Perugia, hanno strillato “Vergogna” ai calciatori. «I cori no, non li commento», dice Marco Baroni in sala stampa. «Ho sempre detto che l'ambiente siamo noi, che siamo noi i primi a dover creare i presupposti per stare bene con i tifosi».

Tra lo 0-1 biancazzurro e il definitivo 2-2 è successo di tutto: il pari e sorpasso dei padroni di casa, ridotti in dieci dall'espulsione del portiere ma non per questo sconfitti, anzi. Sono stati proprio loro, gli umbri, a fare la gara. «In effetti è paradossale. Sullo 0-0 la mia squadra mi è piaciuta. Poi, passati in vantaggio». Il patatrac. Il tecnico del Pescara non si capacita dell'accaduto. «La nostra è stata una partita dai due volti». La faccia bella è quella dei primi venti, venticinque minuti: «Sicuramente sapevamo che il Perugia voleva i tre punti. E sapevamo che quindi sarebbe partito a mille. L'atteggiamento dei miei? Fino al gol e all'espulsione di Koprivec è stato ottimo. Fino a quel punto abbiamo avevamo creato tutti i giusti presupposti per fare una degna partita». Prima del temporaneo vantaggio, dunque, a Baroni la squadra era piaciuta. Poi? Serranda giù, a illuminare sono state solo le giocate del Perugia. «Andati sullo 0-1 la mia squadra ha cambiato, incredibilmente, atteggiamento. Non ha più fatto pressione sui portatori di palla. Non ha più corso. Ha scelto di arretrare. Ci sono stati dei momenti in momenti in cui sembrava che il Perugia giocasse in undici e che noi fossimo quelli con l'uomo in meno. Quando succede una cosa del genere mentalmente perdi qualcosa». E gli avversari, fiutato il sangue, si accaniscono sulla preda fino a sventrarla: centralmente, sulle corsie laterali, raramente con lanci lunghi per le punte. «Per come la partita si poteva mettere il giudizio non può che essere negativo. Ma non abbiamo rubato niente. Ci abbiamo creduto e alla fine abbiamo strappato un punticino. C'è da dire, tra l'altro, che prima dello 0-1 avevamo avuto qualche occasione con Politano, e su Melchiorri c'è stato un contatto dubbio in area di rigore». Capitolo rammarichi. «Dico spesso, di continuo, che bisogna crossare. E come è arrivato il gol del 2-2? A seguito di un cross perfetto buttato in area. L'avessimo fatto anche prima». Ieri al Curi gli attaccanti hanno fatto il loro, pure se con alterne fortune. Il centrocampo, al contrario, è sembrato subire l'iniziativa biancorossa: «Sono d’accordo. Ed è proprio la linea mediana quella che per sua natura deve dare solidità quindi fiducia alla squadra. Ma per noi oggi (ieri, ndr) era anche importante rimettere in moto Brugman e recuperare Memushaj».

(d.c.)