E’ una Roma da sballo: cinquina al Cska Mosca

18 Settembre 2014

Grande prestazione dei giallorossi nella gara d’esordio in Champions League Gervinho e Iturbe sugli scudi. Due tifosi russi accoltellati nel pre-partita

ROMA. Sembrava quasi di essere al Minerao, invece era l'Olimpico. Se non è finita anche stavolta 7-1, poco c'è mancato, con Totti e compagni nei panni della Germania e il Cska in quelli, scomodissimi, dei brasiliani. Il ritorno della Roma nell'Europa che conta dopo tre anni e mezzo, e nel trentennale della sconfitta più dolorosa della sua storia, quando contro il Liverpool fu campione nello stadio di casa solo per i 55 secondi trascorsi dal rigore di Di Bartolomei a quello di Neal, non poteva essere più fragoroso. Contro un Cska Mosca inesistente sul campo, 'groggy' come un pugile in balia dell'avversario e arcigno e pericoloso solo per via delle grinte di certi suoi tifosi (due dei quali sono stati però feriti in zona ponte Duca d'Aosta), non c'è mai stata partita ed è finita con una cinquina. La squadra giallorossa ha segnato 4 gol in 31 minuti (impresa mai riuscitale sulla ribalta continentale) e ha chiuso subito il conto, facilitata anche dalla scarsa vena che il portiere russo Akinfeev aveva già evidenziato nel Mondiale brasiliano e che ha caratterizzato la sua prova anche ieri sera (esemplare il goffo tentativo di intervento sul tiro di Maicon che alla Roma ha fruttato il 3-0). Akinfeev avrebbe potuto peggiorare le cose quando si è fatto passare sotto le gambe un tiro di Pjanic nella ripresa, ma per sua fortuna la difesa dell'ex Armata Rossa è riuscita a rimediare spedendo in corner. Con un Nainggolan formato super, un Maicon che ha ripetuto la bella prestazione contro l'Empoli e un Keita maestro del centrocampo, dove è riuscito a non far sentire l'assenza dello squalificato De Rossi, spettatore in tribuna al pari dei ct Capello (Russia) e Ranieri (Grecia), la squadra di casa ha stritolato l'avversaria venuta da Mosca, dotata di una difesa che ha cominciato a sbagliare fin dai primi minuti, come quando, al 6', ha sbagliato la tattica del fuorigioco consentendo a Iturbe di involarsi sul passaggio di Gervinho e di battere a rete per l'1-0. Quattro minuti dopo il n.7 (costretto a uscire al 25' per problemi all'inguine) ha ripagato il favore fornendo al compagno ivoriano il cross per il 2-0, segnato dopo che il 27 dei giallorossi ha evitato il nazionale brasiliano Mario Fernandes.

Gervinho si è ripetuto al 31', andando via dopo uno splendido passaggio di Totti e questa volta “bevendosi” Nababkin. Nella ripresa, dopo l'autogol “alla Niccolai”, con un colpo di testa, di Ignashevich per evitare una conclusione di Florenzi, c'è stata una traversa di Doumbia, proprio lui che, su errore della difesa romanista, nel primo tempo aveva avuto una grossa occasione ma era goffamente inciampato davanti a De Sanctis. C'è stata poi l'uscita dal campo di Gervinho, per la standing-ovation, rovinata però dalle intemperanze dei tifosi moscoviti, molti dei quali con giubbetto e testa rasata, che hanno scagliato fumogeni verso la curva nord e caricato gli steward costringendo le forze dell'ordine a un intervento di contenimento. Finisce 5-1, buona la prima della Roma di Champions.