Effetto Napoli, Castel di Sangro in delirio

26 Agosto 2020

Dal macellaio all’estetista, è festa azzurra. Centro invaso da tifosi campani, lunghe code per un selfie con la Coppa Italia 

INVIATO A CASTEL DI SANGRO. Il macellaio con la maglia autografata di Insigne custodita in una teca come fosse una reliquia, in una mano la foto incorniciata di Mertens e con l’altra indica la gigantografia di Maradona appesa al muro. Dentro il negozio, tra una fettina e una bistecca di maiale, è tutto dipinto di azzurro. Più in là, l’estetista del paese addobba la vetrina del suo negozio con i palloncini biancazzurri. Il bar del paese è un covo di tifosi napoletani. Pietro e suo figlio Francesco hanno sciarpe, tazzine, palloni e cuscini rigorosamente del Napoli. «Ma qui sono tutti juventini», dicono, strappando un sorriso anche a un signore che, mentre beve il caffè, ammette di essere della Juve. Giù risate. E per le vie del centro storico è un via vai di bambini che passeggiano con le maglie dei loro beniamini Insigne e Mertens.
Castel di Sangro è una piccola Napoli. L’accento inconfondibile dei tifosi partenopei si mescola con quello abruzzese nell’Alto Sangro vestito a festa per l’arrivo del Napoli, in ritiro in Abruzzo da due giorni. È un tripudio di emozioni e di colori. I nomi dei campioni azzurri sono sulla bocca di tutti, grandi e piccoli, senza distinzioni d’età, in ogni angolo del paese. E la simpatia dei tifosi napoletani è unica. «Speriamo di vincere lo scudetto, ma l’importante è che non lo vinca la Juventus», dice Alessandro, partito alle 7 da Napoli con il figlio di 12 anni e in fila al palasport per vedere la Coppa Italia vinta dalla squadra di Gattuso lo scorso 17 giugno proprio contro i rivali bianconeri. Il trofeo viene esposto alle 11, ma già un’ora prima c’è la coda per entrare (rigorosamente con la mascherina e dopo la misurazione della temperatura corporea), con i tifosi che aspettano il loro turno sotto il sole per scattare una foto con la coppa. A pochi metri, allo stadio Teofilo Patini, la squadra si allena al mattino a porte chiuse lontano da occhi indiscreti. Ma non da quelli dei tifosi più sfegatati che da fuori, da uno spiraglio di uno dei cancelli dello stadio, guardano i loro beniamini e invocano uno su tutti, quel “Ciro” Mertens, primo marcatore della storia del Napoli di tutti i tempi, che ricambia con un saluto.
Tutti (o quasi) indossano la mascherina, obbligatoria nelle vicinanze dello stadio dove ci sono maggiori assembramenti. «Ho 43 anni di fede azzurra», dice il macellaio Emidio. «Ci sono sempre stato, anche quando abbiamo perso lo spareggio per andare in B con l’Avellino. Vedere il Napoli a Castel di Sangro è emozionante. Speriamo di vedere qualche giocatore in giro, anche se finora non si è visto nessuno».
Pietro è arrivato da Napoli e soggiorna a Castel di Sangro. «Sono qui in vacanza. Ho detto a mia moglie che la portavo in montagna, ma non le ho detto che era per il Napoli altrimenti non mi faceva partire. Non conoscevo l’Abruzzo, siamo rimasti stupiti. C’è tanta gente in giro, ma il pienone ci sarà nel fine settimana quando saliranno molti più tifosi dalla Campania».
L’effetto Napoli travolge anche il turismo. «I commercianti mi hanno spiegato che dal 1° gennaio al 15 agosto avevano fatturato più di tutto il 2019 nonostante i 3 mesi del lockdown», dice il sindaco Angelo Caruso. Alle 13.09 centinaia di tifosi sono ancora fuori dallo stadio. Aspettano l’uscita dei giocatori. Il primo a farsi vedere è Ospina, l’ultimo ad abbandonare lo stadio è Mertens, il più acclamato insieme a Insigne. «Dai, andiamo a mangiare», dice una mamma al suo bambino, che resta attaccato ai cancelli sognando una foto con Mertens.
Un pranzo al sacco e poi, alle 17, tutti di nuovo allo stadio per assistere all’allenamento, stavolta a porte aperte per un massimo di mille persone. Nessuno vuole perdersi un minuto del ritiro del Napoli. È la magìa di Castel di Sangro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA