Epifani: «È un grande Notaresco lo dimostreremo sul campo»

NOTARESCO. È stata una settimana che ha fatto registrare grandi colpi di mercato per il Notaresco. Alla corte del presidente Salvatore Di Giovanni, che pensa sempre ad un possibile ripescaggio in...
NOTARESCO. È stata una settimana che ha fatto registrare grandi colpi di mercato per il Notaresco. Alla corte del presidente Salvatore Di Giovanni, che pensa sempre ad un possibile ripescaggio in serie C e che attende notizie in merito nei primi giorni di agosto, sono arrivati, nell’ordine, il fantasista Pablo Ezequiel Banegas ed il difensore Ivan Speranza che vanno a rinforzare ulteriormente la rosa rossoblù al pari del riconfermato centrocampista Roberto Carlos Marcelli. Innesti che la dicono tutta sulle ambizioni della squadra affidata ad un tecnico bravo, che conosce bene la società e voglioso di fare bene come Massimo Epifani. «Sono contento dei giocatori arrivati sino ad oggi dal mercato», spiega il tecnico pescarese, «soprattutto perché erano obiettivi cercati, sui quali puntavamo e raggiunti grazie all’ottimo lavoro fatto dalla società, dal presidente, dal direttore generale e dal direttore sportivo. Sulla carta è una rosa forte, speriamo lo diventi anche sul campo quando inizieremo a giocare. Siamo a buon punto ma l’importante sarà ora cercare di non sbagliare le ultime operazioni. All’appello manca ancora qualche elemento, esperto ma anche under. A tal proposito», sottolinea lo stesso Epifani, «sono soddisfatto anche del fatto che sono rimasti giovani interessanti e talentuosi che hanno fatto molto bene a Notaresco già l’anno scorso e nel recente passato». Una delle caratteristiche della nuova rosa rossoblù è che molti giocatori si conoscono avendo già giocato insieme: è il caso di Speranza che, a Pineto, era in squadra con Shiba e Bianciardi ma anche di Frulla che, oltre ai compagni riconfermati, a Trieste, per esempio, ha diviso la stagione al pari di Dos Santos e Banegas. «Nel costruire la squadra», conclude Epifani, «abbiamo valutato anche questo aspetto che può rappresentare un vantaggio. Soprattutto nei primi giorni di lavoro, quando torneremo in campo, in questo modo si salta lo step della conoscenza collettiva perché diversi giocatori conoscono già pregi e difetti dell’altro».
Matteo Falzon
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