Errori a ripetizione, Pescara in ginocchio

Ingenuità colossali spianano la strada al successo del Sassuolo Situazione compromessa: la zona salvezza ora è a 12 punti
PESCARA. Facile dire: “Noi crediamo alla salvezza”. Poi, però, quando bisogna passare dalle parole ai fatti, ecco che il Pescara non mantiene fede alle promesse. Nemmeno sul piano caratteriale. Della prima vittoria stagionale nemmeno il profumo, piuttosto è arrivata la sesta sconfitta casalinga. Una resa bella e buona anche agli occhi dei propri tifosi giunti allo stadio con il pensiero alla tragedia del Rigopiano.
Basta dare un’occhiata alla classifica con l’Empoli che infila risultati positivi e il quart’ultimo posto che si allontana sempre di più: ora è a 12 punti. E, con tutta la buona volontà, il campo non regala appigli per poter realmente sperare.
Il Sassuolo non vinceva in trasferta dalla prima giornata, a Palermo. Era agosto. A distanza di mesi è tornato a brindare ai tre punti lontano dal Mapei Stadium senza soffrire più di tanto. Grazie al minimo sindacale. Sì, perché il Pescara è talmente in confusione che ha, di fatto, spianato la strada al successo alla squadra del pescarese Eusebio Di Francesco. Alla quale è bastato passare all’incasso, sfruttando errori grossolani. Basti pensare che sono serviti 53 secondi a Matri per gonfiare la rete complice l’arrendevolezza dell’esordiente Stendardo e l’insicurezza del portiere Bizzarri. Che il meglio di sè l’ha dato nella ripresa, nel miglior momento del Pescara che aveva appena pareggiato i conti. Un’uscita sconsiderata, quella dell’argentino, ha permesso a Lorenzo Pellegrini di rimettere la gara sui binari favorevoli agli emiliani. Che poi hanno messo in sicurezza i tre punti con la seconda rete personale di Matri, grazie a un pallonetto tanto bello quanto fortunato.
I biancazzurri continuano a farsi del male da soli. A tutti i livelli. Non sono bastati i 20’ generosi del secondo tempo che hanno prodotto il momentaneo pareggio di Bahebeck. Un bel gol quello del francese, ma l’illusione di muovere la classifica è durata pochi minuti (nove), poi ci ha pensato Bizzarri a spegnere le speranze del popolo pescarese.
La confusione regna sovrana. Alla lettura delle formazioni c’è il solo Stendardo in campo tra i rinforzi arrivati a gennaio; a Napoli, la settimana precedente, c’era il solo Gilardino sul terreno di gioco. Gli altri tutti fuori causa o inutilizzabili. Probabilmente, arriverà il momento in cui il Pescara potrà schierare tutti i volti nuovi e cambiare volto davvero, ma rischia di essere troppo tardi. All’orizzonte ci sono le sfide con l’Inter (sabato sera a San Siro), con la Lazio (in casa) e con il Torino (fuori), nel frattempo le rivali nella corsa salvezza se ne vanno e il Delfino resta malinconicamente fanalino di coda. Risulta anche difficile giudicare l’opera di Oddo che parte con un 3-5-2, poi modificato in un 3-4-2-1, ma in pratica la formazione gliela fa lo staff sanitario, visto l’elenco di calciatori che sono in infermeria. Fortunato non è di questi tempi. Ma il Pescara è fatto di burro, va in ginocchio al primo affondo di Matri. La difesa a tre è tremebonda, non c’è equilibrio in mezzo al campo. Il Pescara resta in partita più per i demeriti in zona tiro dei neroverdi che per meriti propri. Male la prima frazione di gioco, squadra molle e abulica. Sovrastata anche sul piano del ritmo da un Sassuolo che gioca in maniera elementare, ma si vede che è una squadra organizzata e dal tasso tecnico superiore. Il Pescara è fatto di reduci scampati a infortuni o influenza. Però, ha una reazione d’orgoglio a inizio ripresa. Getta il cuore oltre l’ostacolo e viene premiato dalla rete di Bahebeck. Lo stadio si rianima, ma ci pensa Bizzarri, uscito a farfalle, a riportare l’ambiente in depressione. Poi, Matri chiude i conti. Nel finale, tanto per rendere la domenica più amara, ecco il quarto errore dal dischetto, questa volta di Biraghi, il cui tiro dagli undici metri viene respinto da Consigli. Pescara ultimo per manifesta inferiorità, la corsa salvezza sembra segnata con Crotone (10), Palermo (10) e i biancazzurri (9) virtualmente condannati al ritorno in serie B. Ormai c’è un abisso con l’Empoli (21).
@roccocoletti1
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