Errori e azzardi: una stagione inferiore alle attese

13 Maggio 2022

L’arrivo di Zauri in panchina non dà la scossa necessaria, ma il campionato era compromesso da prima

PESCARA. Doveva essere la stagione del riscatto, ma si è chiusa con la stessa colonna sonora che aveva accompagnato la retrocessione dalla B alla C. Il pesante ko di Salò lascia una scia di delusione e amarezza, ma anche la sensazione di un disastro annunciato. Questo Pescara avrebbe dovuto fare meglio, ma l’imbuto in cui si è cacciato concludendo la stagione regolare al quinto posto lasciava pochi appigli per una risalita miracolosa in Serie B.
Per una volta la tradizione positiva nei play off volta le spalle ai biancazzurri, ma di fatto la stagione era nata dal principio con le gambe corte. La scelta di Auteri per la panchina non ha pagato e anche il mercato estivo è stato ridimensionato dai fatti: D’Ursi avrebbe dovuto essere la gemma dell’attacco biancazzurro, ma non ha inciso come ci si aspettava ed è toccato a Ferrari caricarsi sulle spalle tutto il peso del reparto. Il bomber italo-argentino è una delle poche note liete insieme a Pontisso (giocatore di altra categoria). La prima metà di campionato ha visto i biancazzurri trascinarsi dietro troppe zavorre della passata stagione almeno fino a gennaio, quando la vetta era già un miraggio e l’obiettivo principale era già compromesso. La squadra si è sciolta puntualmente nei momenti decisivi, quando la temperatura del pallone si è fatta più bollente. L’esonero di Auteri arrivato con eccessivo ritardo, l’incertezza sul modulo e i frequenti errori individuali hanno caratterizzato una squadra a cui sono mancati dei veri leader nei momenti decisivi.
L’arrivo di Zauri in corsa non è riuscito a riaccendere la fiammella della speranza in un momento in cui, appunto, la stagione era già in salita. Il tecnico marsicano chiude con una sola sconfitta ma non è mai riuscito a tenere la porta del Pescara inviolata (13 gol subiti in 7 partite) e paga dazio alle lacune strutturali che avevano accompagnato il cammino claudicante di Auteri. Il nuovo entusiasmo si è dissolto in fretta e anche Zauri ha fallito le gare decisive per agguantare il terzo posto e dare una svolta secca alla stagione.
Ai play off, poi, sono mancate la fiducia e la sfrontatezza giusta per andare oltre le proprie potenzialità, con una posizione di partenza che richiedeva un’impresa epica per tornare in B. La spinta dei due risultati su tre è stata una mancanza pesante nelle gare secche e avrebbe potuto garantire una linfa diversa alla cavalcata play off, consentendo di risparmiare energie preziose. Pesa anche una coppa Italia abbandonata troppo presto e che avrebbe consentito di presentarsi da testa di serie (e quindi con due risultati su tre a disposizione) al primo turno dei play off nazionali. Ma tra le nubi del fallimento una base per ripartire c’è: i giovani. Dal duttile difensore Davide Veroli (classe 2003) al portiere Alessandro Sorrentino (2002), passando per il talento luminoso di Marco Delle Monache (classe 2005). I fari delle big di Serie A si sono già accesi su questi ragazzi e, se il Pescara riuscirà a salvarli dalla razzia estiva, il prossimo anno dovrà ripartire da loro. Nel frattempo ci sono i cocci di una stagione fallimentare da rimettere insieme: l’ultima cavalcata play off vincente resta quella della stagione 2015-2016 con Oddo in panchina (l’ultimo trionfo agli spareggi in Serie C nel 2009-2010). Al Pescara toccherà un altro anno di purgatorio, sperando che il primo giro di giostra sia servito da lezione.