Estate di lavoro ben risarcita per gli avvocati

Da Chiacchio a Grassani, passando per gli abruzzesi: parcelle care per gli specialisti del diritto sportivo
Scandali e illeciti, è l’ennesima estate calda del calcio italiano. Che produrrà condanne e assoluzioni, come avviene da un po’ di anni a questa parte. Un’estate calda per i protagonisti, ovviamente.
Ma anche, se non soprattutto, per gli avvocati. Quelli che conoscono le carte federali a menadito, che masticano pane e regolamenti e che vivono per studiare le scuciture dell’ordinamento sportivo. Le inchieste di Catanzaro (Dirty Soccer) e di Catania (I treni del gol) hanno regalato altro lavoro. E che lavoro! Il più delle volte i legali che frequentano le aule della giustizia sportiva sono specializzati. C’è anche chi fa penale e giustizia sportiva. Ma quando ci sono argomenti delicati, ad esempio casi di presunto illecito sportivo, si preferisce andare sul sicuro. E quindi rivolgersi ai big. Nel processo per Savona-Teramo saranno schierati due tra i migliori specialisti. Il Teramo per difendere la serie B ha chiamato Eduardo Chiacchio, un passato da difensore sui campi di calcio e un presente da big della toga; l’Ascoli, dal canto suo, ha scelto Mattia Grassani al quale ha affidato il compito di conquistare nelle aule di tribunale quella B sfumata sul campo. Chiacchio contro Grassani, probabilmente un duello che racchiude il meglio. Chiacchio è napoletano, Grassani è bolognese: si sono incrociati spesso nelle aule, hanno dibattuto in punta di diritto. Grassani è un’eccellenza, più conosciuto grazie agli interventi sui giornali e alle televisioni; Chiacchio è uno specialista nel portare a casa risultati positivi senza le luci della ribalta. Gli ultimi fanno ben sperare il Teramo: la riammissione in Lega Pro della Paganese, inizialmente esclusa dal consiglio federale, e la penalizzazione del Matera per il caso Taranto: la richiesta era di 10 punti, la prima sentenza ha inflitto una sanzione di quattro punti poi ridotta in appello a due. Nello studio Chiacchio c’è anche il molisano Michele Cozzone, descritto come un legale abile nel carpire le scuciture del regolamento e nel ricordare molteplici sentenze.
Ovviamente, non ci sono solo i big. O comunque ci sono anche i big di casa nostra, ovvero abruzzesi. Diversi saranno impegnati nel processo Savona-Teramo: ad esempio, Libera D’Amelio di Giulianova (per Ercole Di Nicola), Flavia Tortorella di Pescara, Marco De Paulis dell’Aquila (difendono L’Aquila) e Luigi Toppeta di Lanciano (difende l’agente Fernando Arbotti nello scandalo di Catania). Tutta gente che alla lettura di un libro sotto l’ombrellone al mare è “costretta “a sostituire l’esame attento degli atti nello studio. Estate di lavoro per gli avvocati, quindi. Che, comunque, già pensano alle parcelle da inviare ai clienti al termine dei gradi di giudizio.
Quanto guadagnano? Beh, non c’è un tariffario ben preciso. Però, è possibile azzardare qualche cifra.
Per un deferimento “minore”, ad esempio un’omessa denuncia, è difficile “cavarsela” con meno di quattro-cinquemila euro più le spese. Per un caso di media difficoltà si sale fino a diecimila euro. Per episodi più gravi, invece, la parcella s’impenna. A maggior ragione se si decide di affidare il proprio futuro nel mondo dello sport a uno specialista della giustizia sportivo. S’impenna fino a 100mila euro, a maggior ragione se l’avvocato riesce a vincere la causa. A “salvare” il cliente dalla condanna.
E’ un’estate di lavoro, certo; fatta anche di rinunce. Ma, poi, al momento della parcella, certi sacrifici vengono ricompensati.
@roccocoletti1
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