Eterno Rossi, il ruggito del campione

Il Dottore si riconcilia con il sapore della vittoria in un tripudio di bandiere gialle. Doppietta Yamaha, Marquez cade
INVIATO A MISANO ADRIATICO. Il rombo dei motori può anche trasformarsi in pura poesia. Soprattutto se si sprigiona dalla Yamaha di Valentino Rossi, che vola verso un appuntamento che mancava da troppo tempo. Il Dottore si riconcilia con il sapore della vittoria in MotoGp e lo fa addirittura davanti al pubblico amico di Misano, dopo una gara condotta come un autentico ragazzaccio, senza alcun timore e con pieghe ai limiti della fisica. Lui, il ragazzaccio di 35 anni, ha sgonfiato all’improvviso la mongolfiera su cui si trovava Marc Marquez, che fino a ieri guardava tutti dall’alto in basso. Lo spagnolo è piombato a terra in un batter d’occhio, assaggiando anche l’acre sapore dell’asfalto.
È il decimo giro quando Marc, all’uscita di un curvone, perde il controllo della moto, che comincia a impazzire e ad attorcigliarsi su se stessa per poi spegnersi. Un errore banale, non da lui, ma evidentemente anche gli extraterrestri si fanno tradire dalla pressione e dal nervosismo. Anche i marziani piangono, dunque. Mentre i miti continuano a sorridere. E col mito Vale va in estasi il popolo in giallo per l’ulteriore record infilato dal campionissimo di Tavullia: quello di essere il pilota con la striscia di vittorie più lunga (la prima risale a 17 anni e 50 giorni fa).
Che Valentino ce la poteva fare lo si è capito al mattino, quando al warm-up ha fatto registrare il miglior tempo, segno tangibile di una moto ben assettata. Con una partenza bruciante ha messo dietro subito il vastese Andrea Iannone (Ducati) e ha cominciato a tenere la scia del compagno di scuderia Jorge Lorenzo. Dietro ha iniziato a scalpitare Marquez, con cui Rossi ha intrapreso un duello emozionante. Lo spagnolo è passato due volte, ma in entrambe le occasioni Valentino ha riconquistato la posizione nel giro di pochi metri. Stessi brividi nella battaglia col compagno di squadra Lorenzo, che alla fine si è dovuto arrendere alla strepitosa forma del Dottore. Poi, lo scivolone di Marquez, che ha costretto l’alfiere della Honda a chiudere al 15° posto. Sul podio, dietro a Lorenzo, sale Dani Pedrosa, abbondantemente staccato dai due battistrada. Quarta la prima Ducati, quella di Andrea Dovizioso, mentre finisce quinto Andrea Iannone (Ducati Pramac).
Non poteva certamente pensare a una domenica migliore Valentino Rossi. «Sono contentissimo» dice il pluricampione del mondo, «è stata una bella gara, una grande soddisfazione. Ultimamente con Marc Marquez non succede tante volte di avere occasioni del genere, ma sapevo che oggi poteva essere la giornata giusta. Qui a Misano poi è speciale. Oggi la Yamaha era superiore alla Honda. Mi sono veramente divertito. Bello, bellissimo il giro d’onore, ci ho messo un quarto d’ora, con tutti gli amici e i tifosi che hanno festeggiato».
L’occasione è ghiotta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e Rossi non si fa pregare, dedicando il successo agli scettici. «Non bisogna mai arrendersi» afferma «e occorre non stare mai a sentire quando la gente ti dice che sei vecchio, che non potrai più vincere. I pensieri, poi, corrono ad abbracciare Marco Simoncelli: «Avere la coppa con il numero 58 significa tanto per me. Perché quando vinci a Misano la memoria non può non andare al Sic».
Per fortuna c’è stato Valentino, perché nelle altre classi gli italiani hanno tutt’altro che brillato. Da elogiare solamente Enea Bastianini, che in Moto3, dopo essere partito dalla 17ª posizione, ha terminato quinto. Nella gara vinta da Alex Rins (appena 42 millesimi su Alex Marquez) Romano Fenati non va oltre il 15° posto, ma per lui scatta comunque la riconferma per il 2015 nel team Vr46-Sky.
Priva di sussulti la Moto2, con Esteve Rabat che mette dietro Mika Kallio partito dalla pole. Settimo Franco Morbidelli. Addirittura 13° Mattia Pasini.
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