Fede, scaramanzia e tatuaggi: il Pescara è nelle mani di Fiorillo

Il portiere biancazzurro si racconta: «Sono molto credente ma anche superstizioso e non parlatemi di promozione»
PESCARA. Profilo basso e tanta voglia di crescere. Vincenzo Fiorillo incarna lo spirito del nuovo Pescara, una squadra ricostruita quasi per intero che parte a fari spenti celando le proprie ambizioni. Nessun proclama né frasi retoriche per conquistare la fiducia dei tifosi, solo una potente carica sprigionata da un gruppo che sta prendendo forma, soprattutto grazie al lavoro di Marco Baroni. Il tecnico pretende sempre il massimo, un concetto che, a quanto pare, i calciatori hanno già assimilato. Come il resto della truppa anche Fiorillo ripete come un mantra lo slogan del nuovo corso. «Non bisogna parlare di obiettivi lontani», afferma il portiere, «quelli vanno stabiliti strada facendo. Non voglio mantenere per forza un profilo basso, dico questo perché la B è un torneo lungo ed imprevedibile».
Meglio evitare voli pindarici, si pensa solo al debutto: da domani non si scherza più. C’è il Trapani. «Le prime partite servono a completare la preparazione, ma siamo già in buone condizioni». In cuor suo Fiorillo è convinto della forza dei biancazzurri. «Credo in questo gruppo che possiede grandi qualità morali e tecniche. Ci sono tanti giovani forti, come Caprari che mi ha impressionato, e con i consigli dei più esperti, come Pesoli e Lazzari, si verrà a creare la giusta mentalità». Due stagioni fa vinse il campionato con il Livorno, l’anno successivo alla morte di Piermario Morosini. Tra i numerosi tatuaggi che trovano spazio sul suo corpo ce n’è uno in sua memoria: 2-6-13, la data della promozione in A che i calciatori livornesi dedicarono all’ex compagno. Un altro tatuaggio raffigura la Madonna. «Sono molto credente, ho avuto qualche infortunio che mi ha indirizzato verso la religione, ma allo stesso tempo sono molto scaramantico: ecco perché non inserisco il Pescara tra le favorite». Ragazzo dai toni garbati, sembra diverso dai suoi colleghi stravaganti. «I portieri sono tutti particolari, io sono abbastanza tranquillo, però chi mi conosce sostiene che mi manca qualche “passaggio”. Mi piace sdrammatizzare, se ricopri questo ruolo devi farlo per forza». In A con la Samp ha trovato poco spazio ed ora vuole rilanciarsi. Da ragazzo veniva considerato il nuovo Buffon, un’etichetta che ha portato più svantaggi che benefici. «Un po’ l’ho pagata, soprattutto in termini di pressione, ma l’idea di essere l’erede di Gigi non mi ha mai sfiorato. Ora penso solo al Pescara, amo le sfide e questa è stuzzicante. Potevo restare alla Samp, ma hanno deciso di non puntare su di me». In Liguria con lui c’era Bjarnason. «Mi auguro che resti perché è un ottimo calciatore».
Notiziario. Pucino è tornato in gruppo e domani contro il Trapani (inizio ore 20.30) verrà schierato in difesa con Cosic, Zuparic e Grillo. A centrocampo Nielsen, Appelt e Bjarnason, in avanti Politano, Maniero e Caprari. Assenti Lazzari, squalificato, oltre agli infortunati Brugman e Milicevic.
Giovanni Tontodonati
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