Festa Casalbordino ma sarà costretto a emigrare a Scerni

10 Giugno 2020

Risultato storico per il paese, il campo è da ristrutturare Santoro: «È anche il riscatto sociale della nostra comunità»

CASALBORDINO. La promozione del Casalbordino in Eccellenza non è stata mai in discussione, né prima né dopo il coronavirus. Il girone B di Promozione ha avuto un padrone indiscusso, tanto che il campionato è stato fermato, ai primi di marzo, quando alla squadra giallorossa mancava appena una vittoria per la certezza matematica del salto di categoria. Quindici i punti di vantaggio sul Villa al momento dello stop. «È una promozione figlia della programmazione. Da qualche stagione, infatti, lottiamo per le posizioni di vertice: due anni fa abbiamo perso la finale play off contro la Val di Sangro e l’anno scorso abbiamo chiuso al terzo posto in classifica», spiega il patron Alessandro Santoro che è al timone del Casalbordino dal 2012. «La squadra era in Prima categoria e c’era il timore fondato che non venisse riscritta. Quindi, mi sono fatto avanti io e un po’ alla volta abbiamo raggiunto (ci sono anche l’ad Giuseppe Vaccaro e la presidente Paola De Camillis, ndr) un traguardo storico». In effetti, il Casalbordino - 6.200 abitanti nel 2017 - non è mai stato in Eccellenza. È la prima volta. Ma ha fatto parte (l’ultima volta dal 1986 al 1991) di quella Promozione che un tempo era il massimo campionato regionale dilettantistico. C’è quindi una tradizione calcistica che è tornata a galla. «Vedo il calcio come una rivincita sociale per un paese depresso», sostiene l’imprenditore casalese. «Un volano per la crescita morale ed economica della comunità».
Circa 500 spettatori di media in una stagione ricca di soddisfazioni, ma già passata in archivio. Il tecnico Gianni Borrelli e il diesse Gianluca Senese appartengono al passato, il club guarda avanti. È già proiettato alla prossima stagione con il nuovo diesse Nicola Travaglini e il tecnico Giuseppe Soria che a Casalbordino ha chiuso la carriera da calciatore. «Insieme a loro stiamo progettando il futuro che, purtroppo, ci vedrà costretti a emigrare». Sì, perché il Casalbordino disputerà le partite casalinghe a Scerni, sul sintetico. «Abbiamo giocato finora sul campo in terra battuta, un sabbione in pratica», racconta l’ingegner Alessandro Santoro. «Purtroppo, le nostre esigenze non coincidono con i tempi del Comune per il rifacimento del terreno di gioco. E quindi saremo costretti a giocare altrove». Con quali prospettive? «Di certo, non per fare brutta figura, al contrario! Diremo la nostra, daremo filo da torcere a tutti in un campionato che si annuncia ricco di fascino e di prestigio».
Un Casalbordino che ripartirà da alcuni punti fermi come Armando Iaboni, 41 anni, fermato nell’ultima stagione da un grave infortunio, Pietro Pifano, Francesco Gagliano e Danilo Fusaro, oltre ai ragazzi del settore giovanile. «Saremo competitivi anche se non faremo spese folli», promette Santoro che punta sui giocatori della zona pronti a difendere a denti stretti l’Eccellenza del Casalbordino. (r.c.)
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