Festa in rimonta, L’Aquila vola in vetta

I rossoblù ribaltano la Recanatese: si sblocca Belloni, Del Pinto mette il sigillo. E ora testa alla super-sfida con la Samb
l’aquila 2
recanatese1
L’AQUILA 1927 (4-3-3): Michielin 6; Gueli 6, Brunetti 6, Casella 7, Di Santo 6; Del Pinto 6.5, Misuraca 6 (25’ st Giandonato 5.5), Keita 5,5 (1’ st Mantini 6), Banegas 6, Belloni 6,5 (25’ st Guidobaldi sv), Giampaolo 7 (32’ st Russo 6). A disposizione: Negro, Tatullo, Aversa, Zuccherato, Mancini. Allenatore: Pagliari.
RECANATESE (3-5-2): Del Bello 6.5; Bruzzechesse 5.5, Spezzano 6, Cusumano 6; Manfredi 6 (39’ st Canonici sv), Gomez 6.5, Alfieri 6 (42’ st Marchegiani sv), Raparo 5,5 (18’ st Nunes 5.5), Mordini 5.5; Sbaffo 5.5, D’Angelo 7. A disposizione: Verdini, Masi, Pesaresi, Pepa, Valleja. Allenatore: Filippi.
Arbitro: Pica di Roma 1.
Reti: nel pt, 17’ D’Angelo; 47’, Belloni; nel st, 12’ st Del Pinto.
Note: spettatori 2.800 circa. Ammoniti Raparo, Mordini, Keita, Bruzzechesse. Angoli: 3-5. Recupero: 2’ pt; 4’ st.
L’AQUILA
L’Aquila batte la Recanatese e vola in vetta alla classifica, anche se la posizione, dopo appena tre giornate, è in coabitazione con Fossombrone, Vigor Senigallia e Sora. I rossoblù confermano il buono stato di forma dopo il pari esterno trovato al Cannarsa di Termoli, arrivato addirittura con l’inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Giovanni Alessandretti, ieri sostituito egregiamente da un Casella in stato di grazia, capace di garantire certezze in tutti i ruoli della difesa a quattro aquilana. Retroguardia che anche ieri ha retto (al netto della perla costruita da Sbaffo, Gomez e finalizzata da D’Angelo) dopo essersi andata a prendere la vittoria con Belloni e Del Pinto. La squadra di Pagliari ha comandato il gioco sin dai primissimi minuti di gara e il vantaggio dei giallorossi ha scalfito solo in parte il primo strato della corazza di una formazione capace di effettuare diversi cambi, senza mai abbassare la qualità di gioco e la pericolosità offensiva. I primi 45’ come detto potevano far immaginare un finale di frazione diverso, merito della Recanatese che ha sfruttato le sue qualità nelle ripartenze grazie a un Gomez sgusciante dalla cintola in su. Il merito aquilano è stato principalmente quello di non disunirsi dopo lo svantaggio e di continuare – come spesso ha chiesto Pagliari – a fare gioco con la giusta dose di pazienza, fino a ritrovare la parità al tramonto del primo tempo. Un gol benedetto, quello del pari, sia da Belloni che dall’intero stadio che evidentemente (voglioso del tutto e subito) aveva cominciato a dubitare delle capacità di un classe 2001 forse un pochino meno brillante del solito sotto porta. Pagliari che ha provato e confermato anche alcune soluzioni durante i cambi: Mantini ha saputo ribadire l’importanza di un centrocampista a tutto tondo, con Russo ormai prima scelta del tecnico quando c’è bisogno di creare grattacapi agli avversari. Giandonato, entrato per gestire palloni in mezzo al campo, è naturalmente in ritardo di condizione rispetto agli altri ma la sua presenza (non solo fisica) dà ancor più certezze a un reparto già affidabile di suo. Della difesa, e nello specifico di Casella, abbiamo già detto, ma la figura di Brunetti, capitano non per caso, dimostra come in prima linea c’è bisogno della giusta dose di esperienza, oltre a una conoscenza del calcio sopra le righe. Quando il fisico vive attimi di difficoltà e l’avversario punge, il 25 con la fascia al braccio grida sempre presente e anche ieri, con la testa sempre sul pezzo, Brunetti c’è stato. Recanatese che durante il secondo tempo (maggiormente nei primi 10 minuti) ha fatto sicuramente più bella figura ma poi, anche a causa di uno status mentale più che negativo, ha subìto il duro contraccolpo del gol di Del Pinto (un altro che, come Brunetti, regala sempre garanzie assolute), bravo nel tap-in che ha permesso alla squadra della sua città di vincere una partita delicata. Ora meritato giorno di riposo e da domani testa alla Samb che proprio l’anno scorso, al Riviera delle Palme, causò meritatamente un capitombolo rovinoso alla truppa dell’allora tecnico Cappellacci. Domenica prossima potrebbe esserci un altro racconto, magari con un finale a lieto fine per L’Aquila che nel frattempo, con 7 punti in classifica, guarda la marchigiana più attrezzata dall’alto.
Lorenzo Valleriani
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L’AQUILA 1927 (4-3-3): Michielin 6; Gueli 6, Brunetti 6, Casella 7, Di Santo 6; Del Pinto 6.5, Misuraca 6 (25’ st Giandonato 5.5), Keita 5,5 (1’ st Mantini 6), Banegas 6, Belloni 6,5 (25’ st Guidobaldi sv), Giampaolo 7 (32’ st Russo 6). A disposizione: Negro, Tatullo, Aversa, Zuccherato, Mancini. Allenatore: Pagliari.
RECANATESE (3-5-2): Del Bello 6.5; Bruzzechesse 5.5, Spezzano 6, Cusumano 6; Manfredi 6 (39’ st Canonici sv), Gomez 6.5, Alfieri 6 (42’ st Marchegiani sv), Raparo 5,5 (18’ st Nunes 5.5), Mordini 5.5; Sbaffo 5.5, D’Angelo 7. A disposizione: Verdini, Masi, Pesaresi, Pepa, Valleja. Allenatore: Filippi.
Arbitro: Pica di Roma 1.
Reti: nel pt, 17’ D’Angelo; 47’, Belloni; nel st, 12’ st Del Pinto.
Note: spettatori 2.800 circa. Ammoniti Raparo, Mordini, Keita, Bruzzechesse. Angoli: 3-5. Recupero: 2’ pt; 4’ st.
L’AQUILA
L’Aquila batte la Recanatese e vola in vetta alla classifica, anche se la posizione, dopo appena tre giornate, è in coabitazione con Fossombrone, Vigor Senigallia e Sora. I rossoblù confermano il buono stato di forma dopo il pari esterno trovato al Cannarsa di Termoli, arrivato addirittura con l’inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Giovanni Alessandretti, ieri sostituito egregiamente da un Casella in stato di grazia, capace di garantire certezze in tutti i ruoli della difesa a quattro aquilana. Retroguardia che anche ieri ha retto (al netto della perla costruita da Sbaffo, Gomez e finalizzata da D’Angelo) dopo essersi andata a prendere la vittoria con Belloni e Del Pinto. La squadra di Pagliari ha comandato il gioco sin dai primissimi minuti di gara e il vantaggio dei giallorossi ha scalfito solo in parte il primo strato della corazza di una formazione capace di effettuare diversi cambi, senza mai abbassare la qualità di gioco e la pericolosità offensiva. I primi 45’ come detto potevano far immaginare un finale di frazione diverso, merito della Recanatese che ha sfruttato le sue qualità nelle ripartenze grazie a un Gomez sgusciante dalla cintola in su. Il merito aquilano è stato principalmente quello di non disunirsi dopo lo svantaggio e di continuare – come spesso ha chiesto Pagliari – a fare gioco con la giusta dose di pazienza, fino a ritrovare la parità al tramonto del primo tempo. Un gol benedetto, quello del pari, sia da Belloni che dall’intero stadio che evidentemente (voglioso del tutto e subito) aveva cominciato a dubitare delle capacità di un classe 2001 forse un pochino meno brillante del solito sotto porta. Pagliari che ha provato e confermato anche alcune soluzioni durante i cambi: Mantini ha saputo ribadire l’importanza di un centrocampista a tutto tondo, con Russo ormai prima scelta del tecnico quando c’è bisogno di creare grattacapi agli avversari. Giandonato, entrato per gestire palloni in mezzo al campo, è naturalmente in ritardo di condizione rispetto agli altri ma la sua presenza (non solo fisica) dà ancor più certezze a un reparto già affidabile di suo. Della difesa, e nello specifico di Casella, abbiamo già detto, ma la figura di Brunetti, capitano non per caso, dimostra come in prima linea c’è bisogno della giusta dose di esperienza, oltre a una conoscenza del calcio sopra le righe. Quando il fisico vive attimi di difficoltà e l’avversario punge, il 25 con la fascia al braccio grida sempre presente e anche ieri, con la testa sempre sul pezzo, Brunetti c’è stato. Recanatese che durante il secondo tempo (maggiormente nei primi 10 minuti) ha fatto sicuramente più bella figura ma poi, anche a causa di uno status mentale più che negativo, ha subìto il duro contraccolpo del gol di Del Pinto (un altro che, come Brunetti, regala sempre garanzie assolute), bravo nel tap-in che ha permesso alla squadra della sua città di vincere una partita delicata. Ora meritato giorno di riposo e da domani testa alla Samb che proprio l’anno scorso, al Riviera delle Palme, causò meritatamente un capitombolo rovinoso alla truppa dell’allora tecnico Cappellacci. Domenica prossima potrebbe esserci un altro racconto, magari con un finale a lieto fine per L’Aquila che nel frattempo, con 7 punti in classifica, guarda la marchigiana più attrezzata dall’alto.
Lorenzo Valleriani

