Festa Jesina nel finale Cruz Pereira castiga il Real Giulianova

Giallorossi, timidi e rinunciatari, puniti dal brasiliano all’88’ Torna la paura, il vantaggio dai play out è di soli 3 punti
JESI. Il Real Giulianova cede il passo di misura alla Jesina, colpito all’88’ dal morso sotto porta di Cruz Pereira. Balzo in avanti in classifica rinviato per gli uomini di Bolzan: gli avversari di giornata si allontanano a +5 e la zona play out è a soli tre punti di distanza. Per la salvezza c’è ancora pedalare, peccato che al Carotti i giallorossi smettano di farlo nella ripresa. O meglio, quando il Giulianova prova a cambiar passo, in una partita complicata e dalle emozioni al lumicino, ad accelerare sull’onda dei cambi sono invece i padroni di casa, che prima legittimano e poi trovano il gol da tre punti. Dunque, tutto da rifare per il Real Giulianova, chiamato dalla prossima sfida (in casa con il Campobasso) a rimettersi in carreggiata. Al Carotti, c’è Napolano nel cuore del 4-4-2 di Bolzan, mentre parte dalla panchina Tozzi Borsoi. Primo tempo a corto di sussulti. I tiri dalla distanza di Ricci per la Jesina (centrale, para Pagliarini al 15’) e Di Paolo per gli ospiti (Anconetani respinge al 28’) sono poco più che scherzi.
L’unica vera chance è quella locale del 37’: spunto di Villanova in area, palla dietro dove Yabrè calcia a botta sicura e il Giulianova si salva sulla linea. Si riparte e la Jesina va ad un passo dal gol al 58’: Cameruccio regge all’assalto di Fuschi ed è davanti a Pagliarini, però gli calcia addosso. Bolzan gioca le carte Tozzi Borsoi e Morra dal 63’ ma non ne incasserà profitto. La Jesina si rivede all’83’, con Cruz Pereira che sfiora il palo sull’appoggio di Villanova. Poi un unico fugace sprazzo giallorosso: corner, Morra ha modo di girarsi e cercare la porta ma è debole e Anconetani non ha problemi (86’). Troppo poco, il gol che decide arriva all’88’ ed è marchigiano.
Barbetta prova a sforbiciare e l’acrobazia diventa assist per Cruz Pereira, entrato al 75’, davanti a Pagliarini: spizzicata spalle alla rete del brasiliano e palla da tre punti nel sacco. Sulla posizione del leoncello, che lì per lì appare davanti a tutti, non ha dubbi l’assistente, che indica subito il centro del campo, e dopo il consulto neppure l’arbitro. E anche le proteste del Giulianova, troppo timido e remissivo per sperare di ottenere qualcosa di più, sono al minimo sindacale. Finisce lì perché i giallorossi non hanno più tempo e modo di reagire.

