Festa Paolucci: segnano sia Andrea che Lorenzo

10 Marzo 2020

La domenica perfetta dei fratelli di Tollo, in gol a distanza di pochi secondi con Virtus Entella e Reggina

TOLLO. Da Chiavari a Potenza nel segno dei fratelli Paolucci. Domenica 8 marzo, ore 15,08. In serie B, Andrea con un gran gol porta in vantaggio la Virtus Entella contro l’Ascoli. Qualche secondo prima, in serie C, Lorenzo raccoglie l’assist di Rivas e avvia la vittoria della capolista Reggina sull’Az Picerno. A distanza di 800 chilometri si intrecciano le storie dei due fratelli tollesi che festeggiano entrambi il primo gol in stagione in una domenica perfetta.
La festa in famiglia. Dal Comunale di Chiavari al Viviani di Potenza, fino a Tollo dove in casa Paolucci sono rimasti tutti incollati allo schermo per vedere la partita di Andrea e Lorenzo. La mamma Rita, la sorella Celeste con il fidanzato, papà Francesco e l’altro fratello Alessandro hanno visto in contemporanea le due partite. «Di solito vediamo l’Entella in televisione e la Reggina al computer», racconta la mamma Rita, «ma stavolta abbiamo invertito perché Lorenzo mi aveva scritto un messaggio dicendomi che avrebbe giocato per la prima volta da titolare. A un certo punto, sento mio marito urlare: “Gol di Andrea!”. In contemporanea mia figlia grida: “Gol di Lorenzo!”. Non ci ho capito più niente, ma ho provato un’emozione indescrivibile». Il telefono della signora Rita inizia a squillare. Lo zio Giovanni quasi non ci crede: «Ma che stanno combinando i fratelli Paolucci? Fenomenali!». «Sono stata tempestata di chiamate da amici e parenti», sorride Rita. «È stata una grande festa anche per Tollo. Sono contenta soprattutto per Lorenzo perché finora aveva giocato solo spezzoni di partita». A metà del primo tempo, squilla ancora il telefono della signora Rita. «Era Andrea, mi ha detto che nel secondo tempo non sarebbe rientrato in campo perché aveva un piccolo problema muscolare e non voleva rischiare dato che la squadra stava vincendo 3-0 e la partita era ormai chiusa». Al 90’, invece, arriva la chiamata di Lorenzo. «Era contentissimo, anche se lui è uno di poche parole. Andrea è più socievole ed estroverso, lui è più timido. Mi aveva chiamato anche prima della partita dicendomi che forse non si sarebbe giocato per l’emergenza coronavirus. Era abbattuto perché finalmente aveva la possibilità di partire dall’inizio».
Il rito pre-partita. Immancabile il messaggio della mamma prima di ogni gara. Un sms su whatsapp con un pallone, un cuore e una preghiera e la frase “Forza, in bocca al lupo”. «Stavolta, avevo un buon presentimento», dice la signora Paolucci. «Dentro di me sentivo che sarebbe successo qualcosa di bello e così è stato».
Dediche speciali. Andrea ha dedicato il gol alla figlia Natalie, nata da pochi mesi, mentre Lorenzo ha avuto subito un pensiero per la sua famiglia. «Ho saputo che anche mio fratello ha segnato il primo gol in stagione a un minuto di distanza dal mio», ha detto il centrocampista della Reggina, «saranno contenti a casa. L’emozione del primo gol in amaranto è un qualcosa di indescrivibile. Ci ho capito poco nei minuti successivi. Il mister Toscano mi ha dato questa opportunità e l'ho colta. Spero ce ne siano altre. Credo di avere dato il giusto contributo, anche se sono uscito davvero esausto».
La dinastia Paolucci. La passione per il calcio è stata tramandata di padre in figlio. La storia inizia da Rolando Paolucci, papà di Giovanni, Francesco, Silvio e Fabrizio, tutti con un passato da calciatore. Silvio è quello che ha fatto più strada, arrivando a giocare anche in serie A con l’Ascoli. La nuova generazione ora sta portando avanti la passione per il calcio. Andrea Paolucci, classe 1986, figlio di Francesco, cresciuto nel Pescara e poi ceduto in A alla Fiorentina, ha giocato in B con Cittadella e Ternana e ora punta ai play off con l’Entella. Il fratello Lorenzo (’96), invece, anche lui scuola Pescara, vuole la promozione in B con la Reggina. L’altro fratello, Alessandro, gioca negli Allievi del Delfino FP. La dinastia Paolucci va avanti per vivere altre giornate come quella dell’8 marzo. Difficili da dimenticare.
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