Fidanza, 300 gol e il rimpianto della serie A: «A fine anno smetto, voglio fare l’allenatore»

SAN BENEDETTO DEI MARSI . Le scarpette preferisce ancora indossarle e il chiodo può aspettare. Nico Fidanza, 40 anni da compiere il 14 marzo, come suo ultimo obiettivo ha nel mirino la salvezza con...
SAN BENEDETTO DEI MARSI . Le scarpette preferisce ancora indossarle e il chiodo può aspettare. Nico Fidanza, 40 anni da compiere il 14 marzo, come suo ultimo obiettivo ha nel mirino la salvezza con il Marruvium, per chiudere una splendida carriera iniziata ben 24 anni fa nella sua città d'origine, Celano. In Abruzzo è stato uno dei giocatori più talentuosi. «Fa piacere essere ricordato per aver fatto qualcosa di buono», esordisce Fidanza. «Qualche anno fa, Eccellenza e D erano totalmente diverse, senza nulla togliere ovviamente a quelle di oggi. Magari quando giocavo io in queste categorie, la tecnica era molto più sviluppata, mentre adesso vedo sempre di più squadre fisiche». Il curriculum di Nico Fidanza è ricco di avventure, gol e campionati conquistati, ben sei. Nella sua bacheca personale ci sono due campionati vinti a Celano, due a Chieti, uno nella Valle del Giovenco e l'ultimo in ordine di tempo nel Cerchio. Un vincente. La sua storia inizia proprio nel Celano a 16 anni, per poi continuare tra Civitanovese, Sulmona, Notaresco, ancora Celano, Francavilla, Valle del Giovenco, Chieti e Montegranaro, tra Eccellenza e serie D. Poi circa 10 anni fa la scelta definitiva di scendere di categoria, dopo una grande opportunità di lavoro, ma soprattutto con l'avvento della famiglia (sposato e papà di una splendida bambina di 3 anni) e i problemi fisici che gli hanno impedito di allenarsi con regolarità in categorie più alte. Il canovaccio però è rimasto lo stesso, ma soprattutto il suo sinistro. Atletico Civitella Roveto, Cerchio (assieme al fratello Felice), Sportland Celano, Collarmele e adesso Marruvium sono le squadre in cui ha segnato grappoli di gol, superando così la soglia dei 300. «Alla palestra ho preferito restare in campo. Al Marruvium mi hanno convinto alcuni amici d'infanzia e da tre anni sono qui. Sarà però l'ultimo, le ginocchia non reggono più. Eravamo partiti con l'obiettivo play off, centrato la scorsa stagione, ma col passare del tempo le situazioni sono cambiate e adesso ci ritroviamo a lottare per non retrocedere». Una storia a lieto fine, dove il bomber celanese non ha rimpianti: «Adesso alla soglia dei 40 posso dire con fermezza che oltre quello che ho fatto, non avrei potuto. L’unico rimpianto è che a 18 anni era fatta con la Reggiana in A, ma con la morte di mio padre decisi di restare vicino alla mia famiglia. Mi sono sempre cullato con i tanti gol, ma non basta. Nel calcio, la testa è fondamentale, ma sono felice così. Adesso se dovessi dare un consiglio ad un ragazzo in rampa di lancio, gli direi di non fare gli stessi errori. Ma non credo venga assorbito. Vedo sempre di più ragazzi che prendono tutto troppo alla leggera». Tra qualche mese, Fidanza lascerà il calcio giocato, per proseguire dall'altra parte della barricata come allenatore: «Già da un po’ ho iniziato ad allenare i piccolini del 2011. Il prossimo anno, senza pressioni e dando sempre la precedenza a famiglia e lavoro, vorrei iniziare ad allenare con continuità magari partendo dai Giovanissimi. Sempre con il sorriso».
Riccardo Di Persio
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