Fiorillo: darei un braccio per andare in serie A

27 Aprile 2016

Il portiere: «Guai a rallentare adesso, il terzo posto è fondamentale»

PESCARA. Il peggio è passato. Vincenzo Fiorillo si è ripreso la maglia da titolare dopo un periodo di appannamento, che peraltro aveva interessato tutta la squadra. Complici alcuni guai fisici e uno stato di forma non esaltante, il 26enne genovese era finito nel mirino della critica venendo scavalcato nella gerarchia da Simone Aresti. Poi quest'ultimo, alla vigilia del match contro il Cesena, si è fatto male consentendo a Fiorillo di tornare protagonista. «Nell'arco di una stagione», spiega il 26enne genovese, «è normale attraversare momenti negativi, ma l'importante è reagire lavorando sempre con lo stesso impegno. Con Simone, in campo c'è una concorrenza leale, mentre fuori siamo amici. In ogni caso, vorrei ringraziare Gabriele Aldegani per il sostegno. È una persona splendida che svolge un ruolo prezioso nel nostro gruppo».

La lunga serie negativa (3 punti in 9 gare) ha reso le critiche abbastanza feroci, ma grazie al suo carattere forte non si è demoralizzato. «È normale che un portiere finisca nell'occhio del ciclone nei periodi di difficoltà, però non devo togliermi nessun sassolino dalla scarpa. Sono abituato a lavorare e a rispondere sul campo».

Sabato tornerà nella sua regione per sfidare l'Entella. «Ci attende un'altra battaglia. Affrontiamo una squadra in salute che ha lo stesso obiettivo del Pescara. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia, perché arrivare al terzo posto sarebbe un ottimo risultato. Darei un braccio per conquistare la promozione».

Se dovesse riuscirci, Fiorillo diventerà biancazzurro a titolo definitivo.

Il Delfino, infatti, in caso di A ha l'obbligo di riscatto per il portiere di proprietà della Juventus. Nei precedenti contro l'Entella, il Pescara ha sempre avuto la meglio, ma l'ex sampdoriano non si fida. «Dovremo fare attenzione al campo. Loro hanno il vantaggio di conoscere alla perfezione le misure di un terreno piccolo in erba sintetica. Inoltre, i calciatori dell'Entella hanno meno pressioni di noi perché lì c'è un ambiente sereno. Ad essere sinceri, preferisco giocare in una piazza esigente come quella di Pescara, a costo di dover subire gli insulti del settore "Distinti"».

Iacobucci, portiere nato a Pescara che difende i pali dell'Entella, ha speso belle parole sull'estremo difensore biancazzurro. «Lo stimo molto come ragazzo e gli faccio i complimenti perché quest'anno sta facendo cose straordinarie». La corsa alla A è ancora aperta, ma resta un pizzico di rammarico per non aver saputo tenere il passo di Crotone e Cagliari. «Forse ci è mancata un po' di esperienza per rimanere agganciati alle battistrada, però finora abbiamo disputato un ottimo campionato. Ora, però, abbiamo ritrovato il giusto atteggiamento. A livello mentale eravamo condizionati da una serie di errori che avevano pregiudicato varie partite». L'avversario più temibile è l'undici di Andrea Camplone. «Il Bari ha l'organico più completo e un potenziale offensivo di alto spessore. Ma non lo cambierei mai con il nostro».

Giovanni Tontodonati

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