Fiorillo e le porte girevoli: «Zeman, fidati di me»

L’estremo difensore si racconta, con il lavoro del boemo è dimagrito alcuni chili «Fatale il ko col Chievo, quest’anno è mancata l’umiltà per centrare la salvezza»
PESCARA. Da quando è arrivato Zdenek Zeman in panchina è dimagrito 2-3 chili. «Con lui si lavora tanto, davvero tanto». Tatuaggi in bella mostra, un look total black, un filo d’abbronzatura e il solito spirito goliardico. La voglia di scherzare, però, è poca e Vincenzo Fiorillo diventa subito serio quando si inizia a parlare della stagione appena conclusa.
Il portiere è alla terza stagione in biancazzurro. Genovese, classe 1990, ma con Pescara nelle vene. «Farò le vacanze qui, non vado via», racconta il portiere cresciuto nella Sampdoria, che vive in pieno centro città. Città che gli ha fatto scoprire anche l’amore per una pescarese. Vorrebbe rimanere col Delfino anche nella prossima stagione per provare a convincere Zeman a puntare ancora su di lui. «Dopo la matematica retrocessione», racconta Fiorillo, che ha fatto il debutto in campionato contro il Milan giocando solo in 9 partite, «il mio unico obiettivo era uno solo: convincere Zeman. Vorrei rimanere come portiere titolare anche il prossimo anno. Ho cercato in questi due mesi di mettermi in mostra perché voglio far parte del progetto futuro». Ma non sarà semplice, perché il boemo potrebbe puntare su Mirko Pigliacelli, che rientrerà dal prestito di Trapani.
«Da quando sono qui ho avuto la fortuna di giocare due finali play off. In B ho vinto due campionati e in questa categoria ho sempre giocato per vincere. Il mercato è normale che ci sia. In serie B, il Pescara è un top club e sono tanti coloro che vorrebbero vestire questa maglia».
Una stagione da brividi, quella dei biancazzurri, che non hanno mai dato la sensazione di potersela giocare alla pari con le altre concorrenti alla salvezza: «Basta ad argomentare», dice Fiorillo, «i punti fotografano l’annata che abbiamo fatto. L’unica cosa che non mente è il campo. Ora cerchiamo di ricreare l’entusiasmo perduto». L’estremo difensore ligure spiega anche qual è stato il bivio che ha portato il Pescara alla retrocessione. «È stata decisiva la partita a Verona con il Chievo. Venivamo da una grande vittoria con il Genoa e, se avessimo fatto sei punti in due partite, poteva andare diversamente. Secondo me quella è stata la partita che ci ha dato il colpo di grazia. Una vittoria avrebbe potuto alleggerire la mente di tanti giocatori». Anche il gruppo non è sembrato molto affiatato rispetto agli anni passati e Fiorillo sembra d’accordo: «Quest’anno, forse, non c’è stata quell’umiltà per provare a raggiungere tutti insieme l’obiettivo. Mi riferisco a quelli che avevano vinto il campionato lo scorso anno e sia a quelli che sono arrivati la scorsa estate. Per venirsi a giocare la salvezza a Pescara occorreva un pizzico di umiltà in più».
Ora testa alla vacanze e, poi, dal 9 luglio, alla nuova stagione. «Dobbiamo ripartire cercando di fare tesoro degli errori commessi. Ho avuto la fortuna di misurarmi contro grandi squadre e penso di essere migliorato tanto», osserva il 27enne genovese, al quale hanno già spiegato il terribile “metodo Zeman” nel ritiro estivo. «Qualche tempo fa ho parlato con Luca Anania», il portiere che ha portato il Pescara in A con Zeman in panchina, nel 2012. «Mi ha raccontato come si svolgerà il ritiro estivo e mi ha fatto passare un po’ la voglia di fare le vacanze», ride, Fiorillo, pensando al duro lavoro che gli aspetta. «Sarà impossibile trascorrere l’estate in relax. Penso che il lavoro fatto in questi mesi sia solo un piccolissimo antipasto...». Fiorillo vuole convincere il boemo a tenerlo in riva all’Adriatico. «Certo, anche perché lui guarda molto al lavoro settimanale. L’idea che mi sono fatto di Zeman è che con lui nessuno ha una maglia da titolare».
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