Fiorillo il migliore, male gli esterni

I difensori reggono l’urto con l’esperienza, Memushaj e Melegoni non convincono
7 fiorillo. Se il Pescara torna a casa con un punto è anche merito del portiere genovese che ci mette più di una pezza. Para tutto quello che c’è da parare e dove non arriva lui ci pensano i pali a salvarlo.
6 balzano. Un paio di sortite in avanti all’inizio. Poi, si mette nelle retrovie e bada al sodo.
6,5 gravillon. Pomeriggio di sofferenza al cospetto di attaccanti che fanno gran movimento e con una squadra spesso ripiegata su se stessa. Ci mette forza fisica e intelligenza
e centra l’obiettivo di tenere
la porta inviolata.
6,5 scognamiglio. Vale
lo stesso discorso fatto per Gravillon. Prestazione puntigliosa ed efficace.
6 del grosso. Lo attaccano spesso, a cominciare da Diamanti, e lui limita i danni; attinge dall’esperienza per non affondare. Soffre anche lui,
però alla lunga ha il merito
di saper resistere in piedi
agli assalti labronici.
5,5 memushaj. L’albanese stringe i denti, ma in campo fa quel che può. È acciaccato, eppure non si tira indietro. Ma che non è in condizione si vede chiaramente.
6 kanoutè. È la seconda
da titolare per il senegalese.
Non è Brugman e si vede! Ha altre caratteristiche: ci mette forza e fisicità. Non tecnica pura e geometrie.
5,5 melegoni. Un’occasione persa per il baby centrocampista di scuola atalantina. Si adegua allo standard della squadra quando, invece, potrebbe
farsi vedere con inserimenti
e accelerazioni.
5 marras. Non trova spazi
e viene sovrastato fisicamente dagli avversari.
5 mancuso. In mezzo alla difesa a tre del Livorno viene soffocato. Mai pericoloso, nemmeno quando entra Monachello a dargli una mano.
5 antonucci. Non uno, ma due passi indietro per l’ala di scuola romanista. Mai incisivo.
6 monachello (dal 10’ st). Ha un buon impatto sulla gara, nonostante per settimane sia stato sul piede di partenza. Gioca con grinta e lotta su ogni pallone, dando una mano alla squadra nei momenti di difficoltà.
6 balzano. Un paio di sortite in avanti all’inizio. Poi, si mette nelle retrovie e bada al sodo.
6,5 gravillon. Pomeriggio di sofferenza al cospetto di attaccanti che fanno gran movimento e con una squadra spesso ripiegata su se stessa. Ci mette forza fisica e intelligenza
e centra l’obiettivo di tenere
la porta inviolata.
6,5 scognamiglio. Vale
lo stesso discorso fatto per Gravillon. Prestazione puntigliosa ed efficace.
6 del grosso. Lo attaccano spesso, a cominciare da Diamanti, e lui limita i danni; attinge dall’esperienza per non affondare. Soffre anche lui,
però alla lunga ha il merito
di saper resistere in piedi
agli assalti labronici.
5,5 memushaj. L’albanese stringe i denti, ma in campo fa quel che può. È acciaccato, eppure non si tira indietro. Ma che non è in condizione si vede chiaramente.
6 kanoutè. È la seconda
da titolare per il senegalese.
Non è Brugman e si vede! Ha altre caratteristiche: ci mette forza e fisicità. Non tecnica pura e geometrie.
5,5 melegoni. Un’occasione persa per il baby centrocampista di scuola atalantina. Si adegua allo standard della squadra quando, invece, potrebbe
farsi vedere con inserimenti
e accelerazioni.
5 marras. Non trova spazi
e viene sovrastato fisicamente dagli avversari.
5 mancuso. In mezzo alla difesa a tre del Livorno viene soffocato. Mai pericoloso, nemmeno quando entra Monachello a dargli una mano.
5 antonucci. Non uno, ma due passi indietro per l’ala di scuola romanista. Mai incisivo.
6 monachello (dal 10’ st). Ha un buon impatto sulla gara, nonostante per settimane sia stato sul piede di partenza. Gioca con grinta e lotta su ogni pallone, dando una mano alla squadra nei momenti di difficoltà.

