Fiorillo: «È un punto guadagnato» Valzania: rigore? Chiedete all’Entella

18 Febbraio 2018

CHIAVARI. Tutti concordi in casa Pescara. Per i play off serve qualcosa in più. Serve quel colpaccio, quella vittoria che fa la differenza e che consente di issarti verso le posizioni nobili della...

CHIAVARI. Tutti concordi in casa Pescara. Per i play off serve qualcosa in più. Serve quel colpaccio, quella vittoria che fa la differenza e che consente di issarti verso le posizioni nobili della classifica ed evitare le cosiddette trappole. Attacca il portiere Vincenzo Fiorillo che è originario del quartiere genovese di Oregina. «Non sono proprio a casa mia», sorride Fiorillo, «ma sicuramente siamo molto vicini». Con le sue parate ha blindato la porta pescarese. «La mia prestazione ha senz’altro aiutato, ma devo dire anche che resta un po’ di rammarico per non aver vinto. Quale è stata la parata più difficile? Forse quella sul tiro a giro di Aramu. Se non la più difficile di certo la più importante, visto il momento del match in cui ci trovavamo». Un flash sul campo. «Con questo sintetico e questo clima, il pallone assume rimbalzi strani e non facilita sicuramente il compito dei portieri. Anzi».
Poi Fiorillo si dilunga su una pecca della sua squadra. «La fase difensiva comincia dall’attacco così come la fase offensiva nasce dalla difesa. Se accompagneremo l’azione al meglio, riusciremo anche ad essere maggiormente pericolosi sotto la porta avversaria». Cambio di passo e di ritmo. «Nel primo tempo siamo andati in quinta, riuscendo ad alzare il ritmo poi, però, abbiamo perso un po’ di lucidità perché abbiamo cercato il gol con tutte le nostre forze. Così facendo abbiamo sbagliato anche delle cose semplici e non siamo riusciti più ad alzarci di nuovo».
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? «Punto guadagnato. Adesso è meglio concentrarci una partita per volta vivendo alla giornata senza fare tabelle. Zona play off? Ci pensiamo, inutile nasconderlo. Siamo il Pescara e non ci tiriamo indietro. E’ pur vero, però, che la classifica è sotto gli occhi di tutti, tante pretendenti, tanto affollamento in pochi punti». Cosa serve? La ricetta è pronta.«Dobbiamo fare qualcosa di più, inutile girarci intorno». Il Falco di Oregina chiude con una tirata d’orecchie all’arbitro. «Il rigore? Mi sono accorto che c’era anche io».
Perfettamente sulla stessa lunghezza d’onda di Fiorillo, il centrocampista Luca Valzania: «Siamo rammaricati perché sia nel primo che nel secondo tempo abbiamo creato tanto ed avremmo potuto segnare. Sul rigore, poi (allarga le braccia ndc), mi è sembrato netto. Anche gli avversari ci hanno detto che era rigore, l’arbitro, invece, ha visto che il difensore ha preso la palla. Avrà avuto paura di fischiare un rigore a nostro favore», il commento di Valzania con un sorriso amaro. «Certamente non abbiamo fatto una partita bellissima ma non siamo certo una squadra che può stare fuori dai play off. Ora bisogna trovare quella convinzione e quella cattiveria sotto la porta avversaria, armi che ci potrebbero farci fare il salto di qualità». La difesa è migliorata. «Mancano un po’ di fiducia e qualche risultato positivo in più. Secondo me basterebbe poco per continuare a salire».
Marco Russo