«Fischia Fabbri, fischia» Spunta l’audio del Var della gara Inter-Verona

13 Gennaio 2024

MILANO . «Fischia, fischia, ma fischia santo cielo». È l'invito accorato lanciato dall'addetto al Var Nasca nel finale di Inter-Verona diretta dall'arbitro Fabbri, che tante polemiche e proteste ha...

MILANO . «Fischia, fischia, ma fischia santo cielo». È l'invito accorato lanciato dall'addetto al Var Nasca nel finale di Inter-Verona diretta dall'arbitro Fabbri, che tante polemiche e proteste ha generato per la mancata segnalazione della gomitata data dal nerazzurro Bastoni a Duda e dal successivo gol-vittoria per i nerazzurri realizzato da Frattesi. Ieri, a Coverciano, durante le due ore di incontro con i media, il designatore Gianluca Rocchi ha fatto mostrare e diffondere le immagini e l'audio del contestato episodio. Rocchi sull'invito a fischiare ha dato ragione a Nasca: «Con il difensore veronese a terra in area di rigore», le sue parole, «Fabbri doveva interrompere l'azione, in particolare dopo che era colpita la traversa, perché a quel punto l'azione era finita e non bisognava proseguire. Invece, Fabbri ha fatto continuare per tre minuti». Nell'audio si sente dire dal direttore di gara: «Duda mi ha guardato e si è rimesso giù. Questa è furbizia». Da qui è nata evidentemente la decisione di non sanzionare il contrasto e far continuare l'azione. Nasca ha poi aggiunto: «Gol regolare, gol regolare». Con tutto quel che ne è scaturito. Invece, è stato detto ieri, doveva essere punito il fallo di Bastoni. «Non so perché non sia stato ravvisato dal Var», ha ammesso Rocchi. Nell'aula magna di Coverciano il designatore Gianluca Rocchi, è stato ancora più duro sulle polemiche che hanno travolto gli arbitri nelle ultime gare di campionato: «Le ultime due giornate, specialmente l'ultima, siamo scivolati su due bucce di banana evitabilissime e mi sono arrabbiato con i ragazzi. Sentire però che abbiamo sostituito l'arbitro in Inter-Verona per chissà quale disegno, quando invece ha avuto un lutto in casa, mi ha amareggiato molto», continua Rocchi. «Da ora in poi però non accettiamo più tutto: siamo persone per bene, i ragazzi sono persone per bene. Abbiamo fatto degli errori e li spieghiamo ogni settimana perché vogliamo far conoscere come lavoriamo, per far capire che dietro l'errore ci può essere superficialità, un errore, una valutazione non corretti, ma niente di più».