Flop Juve, Ronaldo sotto accusa Agnelli ora prepara la rivoluzione

11 Marzo 2021

Da fuoriclasse a oggetto misterioso: il portoghese tra i più criticati dopo l’eliminazione col Porto  Chiellini e Buffon verso l’addio, si riparte da Chiesa e De Ligt. Ma è allarme rosso per i conti del club

TORINO. Quando si parla di Champions, Cristiano Ronaldo è sempre l’uomo copertina. Da tre anni a questa parte, però, si è preso la scena al contrario: nonostante il cinque volte Pallone d’oro, il flop della Juventus in Europa è rimasto una costante. Un’eliminazione ai quarti di finale contro l’Ajax al suo primo anno in bianconero, l’uscita contro il Lione ad agosto nonostante la sua doppietta, ora la nuova delusione con il Porto. E questa volta fa ancora più male, perché il fenomeno portoghese si è rivelato un giocatore normale. Anzi, quasi dannoso a sentire qualche addetto ai lavori: «Ha le sue responsabilità perché è il leader della squadra, anche se non ha fallito solo lui», ha commentato Alessandro Del Piero; «Chi sta in barriera non può aver paura di subire un colpo, è un errore imperdonabile che non ha scusanti», ci è andato giù ancora più duramente Fabio Capello, analizzando l’azione del 2-2 del Porto. Ed è proprio quel fotogramma a far tremare il mito di CR7: la punizione rasoterra di Sergio Oliveira, tutt’altro che una bordata, che si infila tra le gambe di Ronaldo e beffa Szczesny, pure lui non esente da responsabilità. «Per me è sempre da 7, come il suo numero di maglia», la difesa di Pirlo mentre riceveva il Tapiro d’Oro. «Il ciclo è appena cominciato, chi ne farà parte sarà orgoglioso di essere ancora in questo gruppo», ma la domanda è proprio questa: chi ne farà parte? La vecchia guardia, quella dei senatori, si sta avviando verso la fine della carriera: Buffon va per i 44 anni, i guai fisici stanno facendo riflettere Chiellini, Bonucci spegnerà 34 candeline a maggio.
E poi c’è il discorso CR7. «Il suo rinnovo non è all’ordine del giorno, ha ancora un anno di contratto e avremo tempo per parlarne», il commento sibillino di Fabio Paratici. Serve un ricambio generazionale, la Juve ha già in casa chi potrebbe raccogliere l’eredità degli uomini più rappresentativi come De Ligt, Chiesa, Demiral e Kulusevski. Il fallimento in Champions avrà ripercussioni anche sui conti della società già in profondo rosso per le conseguenze della pandemia. La semestrale approvata pochi giorni fa aveva certificato una perdita di 113,7 milioni, oltre 63 in più rispetto al bilancio di metà anno della stagione precedente. Fallendo il pass per i quarti, la Juve non avrà i 10,5 milioni che l’Uefa versa alle prime 8 della Champions. Il valore delle azioni Juventus ieri ha perso l’8% - era il 6% in apertura di seduta - evitando comunque il tracollo di due anni fa, -22,96% dopo il ko nei quarti con l’Ajax.
Angelo Caradonna