Frosinone in paradiso, il capolavoro di Grosso

3 Maggio 2023

Il tecnico pescarese promosso in A alla guida dei ciociari: «Una gioia grande come la vittoria nel Mondiale»

PESCARA. «La promozione in serie A è una gioia immensa. Diversa da quella del Mondiale vinto nel 2006, ma simile nella grandezza: sono imprese che diventano ricordi, le metti nel cassetto per guardare avanti, ma poi ogni tanto le rispolveri e ricordi di aver lasciato il segno». Fabio Grosso, 45 anni, pescarese, cresciuto nel settore giovanile della Renato Curi e autore del rigore decisivo nella finale vinta al Mondiale del 2006, ha fatto festa fino a tarda notte per la promozione (la terza nella storia) in A del Frosinone che allena. Una promozione arrivata con tre giornate di anticipo. «C’era una ciliegina molto pesante che tutti quanti dovevamo sollevare e mettere sulla torta e ci siamo riusciti», il primo commento a caldo dell’ex difensore dell’Inter e della Juventus - approdato tra i professionisti con la maglia del Chieti e in serie A con la casacca del Perugia. È il primo dei giocatori di quella rosa azzurra diventati tecnici (da Cannavaro a Gattuso, da Pirlo a Inzaghi, De Rossi, Gilardino e Nesta) ad ottenere un successo importante. E con una formazione tutta italiana, come dimostra l'undici che lunedì sera ha battuto la Reggina. «È un risultato frutto di una cavalcata stupenda», ha ricordato ancora, «con persone di grande spessore. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me, dai ragazzi, che sono stati strepitosi, al direttore dell'area tecnica, Guido Angelozzi (siciliano con radici in Abruzzo, ad Atri per la precisione, ndc). Le emozioni rispetto al 2006 sono simili nella grandezza, ma diverse nella sostanza. Sono diversi i ruoli, in questo caso ero responsabile per tante persone. Per dominare un campionato così come abbiamo fatto noi, ripeto, devi avere accanto persone eccezionali», ha sottolineato Grosso che nel corso degli anni si è stabilito con la famiglia a Torino. «Per questo ora non penso a che serie A troveremo, ma a concludere bene il torneo che abbiamo meritato».
E poi un pensiero al gruppo campione del mondo nel 2006 a Berlino: «Ho ricevuto tanti messaggi. Non faccio nomi per non far torti, ma ci sono anche persone con le quali non ho vinto: l'affetto ricevuto è ampio, vuol dire che ho lasciato un buon ricordo dove sono passato». Un pensiero anche al condottiero del 2006: «Da Lippi ho imparato tanto e da ogni allenatore ho preso qualcosa. Ma ognuno, poi, fa storia a sé», ha aggiunto Grosso, il cui contratto è in scadenza, confessando di «non amare i paragoni. Certo ho un'idea chiara di come voglio lavorare, per il prossimo anno mi confronterò con la società».
Infine una riflessione: «Io uomo del destino anche a Frosinone, come a Berlino? Non lo so, sono ruoli diversi: so solo che qui mi sono trovato bene dal primo giorno. Abbiamo passato anche momenti difficili, ma per me l'importante è il cammino, non solo il traguardo» ha aggiunto. Nella notte la promozione l'aveva dedicata «alla mia famiglia ed ai miei amici». Senza dimenticare un «grazie» al presidente Stirpe: «In questa settimana difficile per lui gli abbiamo fatto un piccolo regalo e dico che se lo merita. Ora ci godiamo questa giornata, abbiamo fatto qualcosa di grande». Il futuro di Grosso è già scritto secondo Guido Angelozzi: «Il progetto andrà avanti con Grosso, è un grande allenatore. A fine stagione», ha aggiunto il ds, «ci siederemo, Fabio sta bene qui e ci sono i presupposti per continuare». (red.sp.)
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