Furia Galano: abbiamo giochicchiato Memushaj: Legrottaglie non ha colpe

24 Febbraio 2020

CROTONE. Ci mette la faccia e non si tira affatto indietro. Cristian Galano ammette che non ha funzionato niente, lanciandosi in un interessante e per niente scontato atto d’accusa a sé e ai...

CROTONE. Ci mette la faccia e non si tira affatto indietro. Cristian Galano ammette che non ha funzionato niente, lanciandosi in un interessante e per niente scontato atto d’accusa a sé e ai compagni: «Dobbiamo metterci di più, sangue e sudore: giochicchiamo», ha raccontato l’attaccante del Pescara a fine gara. «È vero, ma non siamo mai cattivi, mai pericolosi, ci siamo svegliati solo gli ultimi venti minuti, ma non va bene. Dobbiamo cambiare registro altrimenti andiamo giù e questo non lo accetto perché possiamo fare meglio. Ora guardiamoci tutti in faccia e vediamo che fare perché così non si può andare avanti». Analisi fredda e spietata quella dell’attaccante del Pescara, che è stato incisivo e prosegue il suo j’accuse: «Purtroppo la realtà è che non siamo stati mai in partita, non siamo scesi in campo. E poi non riesco a spiegarmi», ha detto con un certo allarmismo e una preoccupazione fuori dal comune, «perché becchiamo gol sempre, alla prima difficoltà. Non è un problema di reparto, ma di tutta la squadra. Appena prendiamo gol, ci disuniamo, non riusciamo più a giocare invece non deve accadere. Dispiace perché si può fare di più». Eppure, secondo Galano, l’intenzione del Pescara ovviamente era diversa, anche come piano partita. E quindi non solo quello di puntare alla tattica “difesa e contropiede”. «L’avevamo preparata in un altro modo, ci eravamo allenati benissimo in settimana, con intensità. Però ormai è una costante che tutto quello che facciamo in settimana non si verifica mai in partita». Ed anche in attacco le cose non sono andate come ci si aspettava. Il modulo con le due punte non favorisce gli attaccanti, specie Galano che ha altre caratteristiche rispetto a quelle della seconda punta: «Ho cercato di farmi vedere e fare qualcosa, purtroppo non è il gioco adatto a me, ma lo faccio con grande umiltà. Non sono le mie caratteristiche, ma metto in campo tutto, non sempre mi riesce. Negli ultimi venti minuti, cambiando un po’, abbiamo dato qualcosa in più, ma il problema è generale, dobbiamo avere il sangue negli occhi». Di meno parole, e sicuramente meno incisive, un altro senatore del gruppo biancazzurro.
Ledian Memushaj, uno dei meno attivi del Pescara, pensa già alla prossima e vuole cancellare la trasferta di Crotone. Invece andrebbe metabolizzata: «Nel primo tempo è stata già indirizzata, a loro è venuto tutto bene, a noi nulla. Ora è inutile chiedersi il perché, dobbiamo mettere in pratica quello che sappiamo, mettere da parte questo brutto match e pensare all’Ascoli», ha spiegato il centrocampista albanese. Memushaj difende Legrottaglie e il suo modulo: «Il mister non c’entra nulla in questa sconfitta, quando si perde 4-1 c’è poco da dire. Non sono i moduli a fare la differenza, perché sono numeri e vanno presi per quello che sono».
Francesco Abiuso